La dirigenza Virtus torna in gioco, e lo fa attraverso Villalta.
Il numero uno bianconero ha dichiarato di attendere celeri risposte ad una e-mail indirizzata a tutti i proprietari di A nella scorsa settimana, riguardo la proposta-Veltroni. Finora ne ha ricevuta solo una, minacciando di non mandare nessun rappresentante all'assemblea di venerdì 13, in caso l'immobilismo generale si protraesse. Villalta chiede un traghettatore con deleghe capace di attuare un cambio di statuto, che doni al presidente di Lega maggiori poteri, in modo da poter imporre maggior prevenzione ed evitare gli illeciti che si ripetono ogni anno. Mentre Petrucci predica fretta e vorrebbe chiudere il discorso venerdì, secondo il presidente bianconero non c'è necessità di trovare una soluzione immediata.
Il nome di Veltroni, proposto da Villalta, è forte e suggestivo; nell'avanzare la nomina dell'ex sindaco di Roma l'intenzione è escludere dal discorso gli attuali presidenti di A candidati.
La ricetta sarebbe quella di un controllore esterno, per lanciare un nuovo corso: in base all'accoglienza che avranno le idee di Villalta, il peso politico della V Nera potrebbe variare sensibilmente. Al tempo stesso, l'attivismo del presidente per le questioni collettive e l'assenza di dichiarazioni sulla società fanno presumere che per parlare di Virtus sarà necessario del tempo.
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