Era il Danilovic day all'Unipol Arena, e la partita con Roma è passata quasi in secondo piano. Tutti gli occhi erano per Sasha, per il suo ritorno a casa, davanti al suo pubblico, quello che non ha mai smesso di amarlo e, lui non ha mai smesso di amare loro.

LA PARTITA. Una Virtus che esce ancora sconfitta, la terza nelle ultime quattro partite, ma questa volta ha un sapore molto diverso dalla disfatta subita a Milano. La squadra di Valli ha fornito una buona prova, non mollando mai, poi ha pagato i soliti errori nei momenti decisivi. Durante la partita, la Virtus era sprofondata anche a meno tredici, poi aveva reagito e era tornata in partita sfruttando il pick and roll, che ha causato più di una difficoltà all'Acea. Poi, come ha detto Valli, è mancato quel pizzico di malizia e di esperienza che, invece Roma ha mostrato. A livello di statistiche Roma non vinceva a Bologna dal 2008. La squadra di Dalmonte ha fatto la partita, già a partire dal primo quarto, che si chiudeva 18-22. Nel primo quarto, mano caldissima per Hardy, autore di 9 punti, per Roma invece tra i più positivi c'erano Jones e Goss. Fontecchio è partito nello starting five, ma non è riuscito a dire la sua: qualche buona iniziativa, poi una palla persa, faceva infuriare Valli che lo sostituiva con Walsh. Il numero 44 della Virtus, quando non segna almeno fa segnare, come lo scarico per Motum a inizio secondo quarto, che portava la Virtus a un possesso di distanza da Roma. Poi una palla persa da Moraschini permetteva a King di andare a schiacciare e portare il punteggio sul 24-24 al 12'. Il secondo quarto si chiudeva sul 34-40 con una tripla di Walsh pazzesca. Nel terzo quarto, Roma scappava via e al 25' toccava il più tredici, la Virtus si rifaceva sotto con il solito Hardy, e un canestro da centrocampo di Gaddefors all'ultimo secondo, permetteva alla Virtus di chiudere il terzo quarto sotto di sette (56-63). Nell'ultimo quarto grazie ai canestri di Ebi e, neache a dirlo, Hardy, la Virtus pareggiava, e sorpassava Roma. Sul 73-71, un canestro di Jones portava la partita in parità, poi una sanguinosa palla persa di Ware, anche qui, neanche a dirlo, forniva a Roma l'occasione per vincere la partita, ma Mayo perdeva palla e la partita andava al supplementare. Nell'overtime, Roma metteva in cassaforte la vittoria, toccando il più sette, ancora sull'asse Jones-Goss, la Virtus provava fino all'ultimo a rientrare in partita, ma alla fine doveva arrendersi alla squadra di Dalmonte, che, così porta a casa due punti d'oro, battendo la Virtus 85-89.

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Si può ripartire da ciò che di buono si è visto oggi, dalla rimonta da meno tredici, dall'ottimo uso del pick and roll. I segnali che sono arrivati oggi fanno ben sperare, nonostante la sconfitta. Valli in conferenza stampa è sembrato determinato come sempre, ora servono risposte sul campo, già dalla prossima gara.

LA CHIAVE. Le ha fornite Giorgio Valli nel post partita le chiavi: la maggiore fisicità e la maggiore esperienza di Roma. Giusto per citarne uno: Mbakwe è stato un fattore sia offensivamente che difensivamente.

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