La Virtus esce con le ossa rotte dalla trasferta di Milano. Sulla carta, non doveva esserci partita, e così è stato. Troppa la differenza di qualità fra i due roster, basti pensare che quando è uscito Hackett, dalla panchina si è alzato Langford solo per citarne uno. Dopo la vittoria contro Siena, arriva la seconda sconfitta consecutiva per la squadra di Valli, anche se questa volta l'impatto con la partita era sembrato quello giusto.

LA PARTITA. Lo starting five della Virtus vedeva in campo Ware, Gaddefors, Walsh, Motum e King, Milano rispondeva con Gentile, Hackett, Moss, Melli e Samuels. All'inizio polveri bagnate per Milano, ma la Virtus non riusciva ad approfittarne, producendo solo attacchi confusi, come dimostra l'infrazione di 24 secondi. Nel primo quarto King forniva una buona prestazione difensiva, condita a anche da una stoppata. Dall'altra parte Milano metteva in difficoltà la Virtus con il pressing, con Ware e Hardy, che più di una volta andavano in confusione, e finivano per perdere palla.

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Il primo quarto si chiudeva 15-10, nel secondo Milano provava a scappar via, complici i canestri di uno strepitoso Langford, 10 i punti per lui nel secondo quarto, e di Lawal, che alla fine del primo tempo portavano Milano sul 41-27. Nel terzo quarto Milano scappava via, arrivando sul più diciassette, grazie a un canestro di Lawal. Ebi cercava di ridurre lo svantaggio, insieme a Motum, ma ancora Langford e Gentile ricacciavano indietro la Virtus, con il terzo quarto che si chiudeva 68-49. Nell'ultimo quarto, un parziale di 0-5 della Virtus, faceva chiamare timeout a Banchi che voleva parlarci su, avendo visto un calo di intensità dei suoi. Gentile spezzava il mini parziale della Virtus, e dava il via al monologo di Milano, nell'ultimo quarto. La Virtus sembrava uscire dal campo prima della sirena, e la partita si chiudeva sul 89-66.

LA CHIAVE. Inutile dire che una delle chiavi della partita, è stata la maggiore qualità del roster di Milano. Importante è stata anche l'intensità messa in campo dalla squadra di Banchi, basti guardare il pressing che ha causato, più di una palla persa della Virtus. Per quanto riguarda la Virtus è accaduto proprio quello che Valli temeva, e che non voleva: la palla è rimasta troppo ferma nelle mani dei giocatori della Virtus in alcune azioni, causando attacchi confusi e non produttivi.

Ieri sera la Virtus non è sembrata una squadra, alle prime difficoltà il collettivo si è sfaldato e le iniziative dei singoli hanno fatto da padrone. Nella trasferta di Milano sono state rimarcati ancora una volta i limiti della squadra di Valli, sia in fase difensiva che offensiva. Prosegue la corsa di Milano verso lo scudetto, mentre per la Virtus, c'è ancora molto lavoro da lavorare, anche se i playoff, adesso come adesso, sembrano veramente un miraggio.

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