Il Presidente bianconero Renato Villalta ha accusato ieri in conferenza stampa gli arbitri per la troppa disparità nelle valutazioni: "Mi sono rotto, questa storia della discrezionalità deve finire. Io sono il primo a dire che se il mio coach sbaglia deve essere punito, ma voglio che anche gli altri lo siano se commettono lo stesso errore, qui invece non si capisce più nulla e succedono cose che non mi piacciono e che ci penalizzano" spiega il Presidente virtussino. "Ad esempio domenica c'era un fallo su Gaddefors che non gli ha consentito di segnare un canestro. L'arbitro non l'ha visto, perché? Non posso accontentarmi che poi venga fermato per un turno, io voglio che fischi quello che deve fischiare, non che sia punito dopo; se non vede che vada dall'oculista! - si scaglia così Villalta - Ultimamente di questi episodi ne succedono spesso e ci penalizzano, anche se questo mio sfogo non deve essere preso come alibi per la squadra". Per quanto riguarda la discrezionalità, continua: "Io dico che c'è un regolamento che va applicato e io voglio che lo sia sempre, su questo non chiedo sconti. La classe arbitrale teme di essere stigmatizzata sui giornali per decisioni antipatiche, sarò il primo a difenderla a patto che applichino il regolamento. Se poi una regola non piace si può cambiare tutti insieme". Nessun alibi: "Viste le multe, 500 euro anche domenica, ci avranno preso per i più ricchi, ma posso dire che si sono sbagliati. La final Eight? Solo colpa nostra. Le responsabilità sono di tutti, perché tutte e scelte sono state condivise. Alla squadra posso rimproverare di non essere stata attenta nei dettagli soprattutto nel finale e non mi riferisco solo ai giovani". Alcuni vedono coach Bechi in discussione ma Villalta contrattacca: "Asollutamente no, perché sa qual è il nostro progetto: mettere i nostri giovani nelle condizioni di crescere. Bechi si deve preoccupare di questo e basta".
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