L’allenatore della Virtus Bologna, Giorgio Valli, è stato oggi ospite di Radio International Bologna durante la trasmissione “Scusate l’interruzione”, ed ha risposto alle tante domande arrivate dagli ascoltatori.

Cominciamo da Warren? “Ha più stazza fisica rispetto a Ware e, credo, prediliga il passaggio rispetto al resto. Dovrà, comunque, adeguarsi al campionato italiano, ma, a prescindere, avevamo bisogno di una faccia nuova“.

Era la prima scelta? “Non avevamo tantissimi nomi, ma Warren c’interessava molto ed è stata brava la società a prenderlo“.

Gli esterni della Virtus non palleggiano un po’ troppo? “Walsh, Hardy e Ware sono sempre stati, nel passato, dei terminali nelle loro squadre. Sono stati abituati a finire le azioni, ma devono, però, capire, che bisogna, ogni tanto, privarsi del pallone per cercare il compagno libero. Nella pallacanestro moderna tutti devono sapere fare un po’ tutto, anche perchè siamo tutti scoutizzati e non sempre i giochi riescono, perchè la difesa reagisce e legge le situazioni; bisogna creare un vero sistema di gioco e ci vuole tempo“.

Ti aspettavi meno difficoltà, entrando in corsa? “Quando subentri vuol dire che la squadra ha dei problemi; poi, la squadra è stata costruita con talento, ma con una visione della pallacanestro diversa dalla mia e stiamo cercando un punto d’incontro“.

Di quanto tempo avrai ancora bisogno? “La squadra sta rendendo in difesa, ma in attacco ci vuole pazienza perchè, per esempio, alcuni tiri presi con scarso equilibrio contro Roma, ci sono costati diversi contropiedi; la volontà di tutti, però, c’è“.

Jordan al posto di Motum? “Il basket non è il calcio e non ci sono i convocati che cambiano settimanalmente. Jordan deve essere il perno del gioco per rendere e, quindi, è molto difficile che possa, adesso, rientrare nei dodici, ma, però, non lo voglio escludere a priori“.

Il tuo parere su Hardy? “Lo avevo già allenato ad Avellino. Silenzioso, ha un grande attaccamento alla squadra, io lo vorrei sempre“. Ed Ebi invece? “Lui dà sempre tutto e alla fine domenica era cotto, però, quotidianamente, sta lavorando per migliorare la sua condizione fisica e vedrete che continuerà a crescere“.

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La Virtus non ha perso troppe gare punto a punto? “Non bisogna arrivare sempre punto a punto e, magari, bisognerebbe fare meno scelte errate durante la partita; comunque, esiste, negli arrivi in volata, anche la componente fortuna“.

L’obiettivo è la semplice salvezza? “Dobbiamo stare vicini a questi ragazzi per chiudere la stagione in crescendo; il pubblico merita una squadra combattiva fino alla fine e anche di più. Siamo, comunque, tutti in discussione e dobbiamo meritarcelo ogni giorno la conferma in Virtus“.

Unipol Arena o PalaDozza? “Quest’anno facciamo solo un allenamento alla settimana a Casalecchio; mi piacerebbe disporre di un’arena moderna come a Berlino con 4 o 6 canestri ed una sala pesi annessa. Certo che il PalaDozza dà, decisamente, sempre grandi emozioni“.

Ti manca il derby? “Sì, quando le due squadre erano al top, le società lavoravano per migliorarsi ed era una corsa verso l’alto per tutti“.

Giovani interessanti per il futuro? “Tutti quelli che hanno vinto l’ultimo Europeo Under 20. Partendo dal giuliano Tonut, passando per Della Valle; poi, darei fiducia a chi ha preso la valigia come Michele Vitali e Baldi Rossi”. Pechacek? “Soffre in allenamento il contatto fisico; ha un discreto tiro e diventerà un 4 tecnico perchè ha ottimi fondamentali“. E Landi? “Aveva bisogno di fare gavetta“.

Passiamo a Simone Fontecchio. “Dal nulla è stato catapultato in quintetto in A1 e il divario col campionato Under 19 è molto grande; mentalmente si deve adattare, ma è un ragazzo volenteroso e verrà fuori, ma non possiamo permetterci, in questo campionato, di fare troppe prove“.

I tuoi anni migliori sono stati a? “Ferrara, quando in due anni (2007/2009 – ndr), dal nulla, abbiamo portato la squadra prima in A1 e poi a sfiorare i play off“.

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