Alla fine non è bastata la premiata ditta Hardy-Walsh alla Virtus per espugnare Sassari. La squadra di Bechi torna dall'isola con una sconfitta, l'ottava nelle ultime dieci partite, e permette alla squadra di Sacchetti di festeggiare al meglio le 500 partite in Serie A. L'assenza di Jordan ha pesato parecchio sulle rotazioni bianconere, ma nonostante ciò Bechi in conferenza ha detto: "L'assenza di Jordan? Abbiamo fatto fronte in modo positivo, la squadra ha reagito".

Sulla partita pesano come un macigno le 21, si avete letto bene! 21, palle perse che nel solo primo quarto erano già a 9 e il 9 su 16 ai liberi. Proprio un tiro libero, quello di Hardy, ha vanificato le speranze della Virtus di poter almeno acciuffare l'overtime. L'americano poteva segnare il primo e, sbagliando il secondo, provare almeno a prendere il rimbalzo offensivo, ma Hardy non ha realizzato il primo dei sue liberi, vanificando così ogni speranza per il secondo. Comunque positiva la sua prova: 28 punti in 36 minuti per lui, come buona è stata anche la prestazione di Walsh. Il numero 44 della Virtus ha messo a referto una doppia doppia da 26 punti e 10 rimbalzi, condita anche da 5 assist e, macchiata solo dalle troppe palle perse, 7 in totale. Alcuni palloni sembra trattarli con troppa tranquillità e alla fine finisce per perderli o per realizzare un passaggio errato. Queste sono le uniche due pecche, il libero sbagliato e le palle perse, di una partita strepitosa dei due giocatori, che hanno tirato avanti la carretta da soli. A fine primo tempo Sassari-Hardy/Walsh erano sul 48-31, 48-38 se si contano anche gli altri giocatori virtussini. Sassari era partita forte, raggiungendo il +8 dopo 7 minuti, che poi si trasformava in un +13 al 26', ma la Virtus aveva reagito bene complice il duo sopra citato, che quando non segna fa segnare, piazzando un contro parziale di 4-21, si era sul 65-69 al 32'. Poi uno dei due Green, decisivi per la vittoria di Sassari, in questo caso Calebb, piazzava un parziale da solo, mettendo a referto 11 punti, con 3 triple, riportando i Sardi sopra di 3. Al 37' la squadra di Sacchetti si riportava sul +8, ma il finale era punto a punto, con i tiri liberi decisivi dell'altro Green, Marquees, autore di una prestazione da 19 punti e 6 assist. Nel corso della gara i soliti problemi difensivi della Virtus hanno permesso ai giocatori di Sassari di esaltarsi offensivamente, e quando Bechi ha messo la zona, Drake Diener dava il via al vantaggio di Sassari che poi arrivava fino al +13. Il primo vantaggio Virtus risaliva a fine terzo quarto (65-66) con un pazzesco canestro di Gaddefors da centrocampo, la successiva tripla di Ware che portava la Virtus sul +4 aveva fatto ben sperare, ma poi la partita la chiudevano i due Green.

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Capitolo singoli: Ware è sembrato un po' in ripresa, ma ha messo in luce ancora una regia a tratti confusa. King ha sfiorato la doppia doppia ma quei rimbalzi nel finale pesano un bel po'. Imbrò è sembrato anonimo e con lui anche Motum, Gaddefors continua ad avere difficoltà, mentre Fontecchio non ha sfigurato a livello di intensità, ma a referto ha scritto 0 alla voce punti, in17'. Di Hardy e Walsh già si è detto ampiamente sopra. Dall'altra parte, oltre ai due Green, ancora una volta uno strepitoso Drake Diener, uno dei giocatori con più classe del nostro campionato, uno di quelli che fa le cose giuste al momento giusto, un giocatore completo e un'arma totale che fa la fortuna dei suoi allenatori. Giocatori così, con talento unito all'intelligenza tattica, in giro ce ne sono pochi. Se un giorno vi dovesse capitare di allenare in un settore giovanile, fate vedere le giocate di Diener, saranno più esplicative di mille parole. Chapeau "ManDrake".

Sassari dopo due sconfitte consecutive torna alla vittoria, la Virtus prosegue il suo momento nero e, Bechi a tal proposito ha affermato: "Non siamo in crisi, abbiamo perso alcune partite. La squadra è unita, compatta, lavora sui dettagli. Usciamo a testa alta da questo campo, abbiamo bisogno di punti, e i punti arriveranno continuando a lavorare così. Chiediamo a tutti di essere uniti, perchè bisogna esserlo quando si è in mezzo alla tempesta". E quando si è in mezzo alla tempesta per uscirne ci si affida a un condottiero, a un capitano, inutile dirvi di chi sto parlando...

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