Affare fatto. O quasi. Nella giornata di giovedi l'incontro con gli americani aveva dato dato segnali positivi e tutto lasciava pensare ad un immediato lieto fine. Invece l'ufficialità della cessione della Fortitudo alla Plasmarrc LLC, la fondazione americana che si occupa di smaltimento e conversione di rifiuti in gas, ancora non è arrivata e qualcuno inizia a chiedersi il perché. Si sa che più tempo passa peggio è per tutti compresa la società dell'Aquila che ha bisogno di sbloccare al più presto questo momento di stand-by per creare basi per il rilancio verso il basket che conta. Per questo, seppur continua la fiducia per la buona riuscita della trattativa con gli americani rappresentati dall'avvocato Grassani, ci si guarda intorno per non rischiare di restare a piedi e così sarebbe pronta un'alternativa che coinvolgerebbe alcuni imprenditori bolognesi, ma soprattutto un'azienda di Alessandria che ha già dato la sua disponibilità ad impegnarsi in modo importante per rilevare il club. Una ditta che sarebbe "portata" da Claudio Vandoni, l'allenatore che nel caso l'affare andasse in porto diventerebbe il nuovo coach della Fortitudo e che potrebbe portare con sè il pivot Iannilli e l'ala forte Samoggia entrambi rappresentati da suo figlio Lorenzo, oltre all'ala piccola Grilli, tiratore e grande realizzatore, visto l'anno scorso con la maglia di Alessandria. Questa seconda ipotesi non darebbe la possibilità di competere subito ai livelli che avrebbero promesso gli americani ma in tempi di magra dal punto di vista economico sapere che la Fortitudo avrebbe comunque qualcuno disposto a "salvarla" è da accogliere come un buon segnale.

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