Voleva ripartire, la Fortitudo. E voleva farlo vincendo con ampio margine. I tifosi volevano vedere una prova di orgoglio, contro avversari che all'andata avevano avuto un comportamento decisamente antisportivo. E, infine, Politi voleva una vittoria dopo il passo falso di Castelfiorentino. C'è stato tutto questo nel +20 della Foritudo contro Montecatini. Una partita che i biancoblù hanno messo in chiaro fin da subito, chiudendo con 15 lunghezze di vantaggio il primo quarto. Dopo un secondo periodo brutto e senza canestri, nella ripresa si sono viste tante belle giocate, si è toccato il +30 e si sono provati quintetti inediti. Una vittoria che, complice anche la sconfitta di Tortona in casa contro Cento, avvicina la Fortitudo alla testa della classifica. Mancano ancora quattro partite prima della fine della regular season, tutte da affrontare con lo spirito e l'agonismo visto ieri sera.
L'accoglienza della Fossa dei Leoni scalda il clima e la Fortitudo parte subito forte. Politi schiera un quintetto alto con Caroldi, Sorrentino, Verri, Pederzini e Spizzichini. Pronti via ed è subito 4-0 con i canestri di Pederzini e Spizzichini. Sorrentino si fa accogliere nel migliore dei modi e segna sotto la Fossa la tripla del 7-1, con tanto di dedica ai suoi tifosi. Sgobba è l'unico a segnare dall'altra parte e, con i suoi canestri, tiene gli ospiti a contatto. A metà quarto si è 8-6, poi la Fortitudo alza notevolmente l'intensità difensiva, e la partita comincia a prendere un'altra piega. I biancoblù si sporcano, si buttano per terra, hanno l'atteggiamento che chiedono Politi ed i tifosi. A tutto questo si unisce anche una Montecatini che attacca nei primi secondi dell'azione in maniera confusionaria e non fa mai canestro, e una qualità offensiva biancoblù di altra categoria: Caroldi, Pederzini, un grande Sorrentino (9 in 7 minuti nel solo primo quarto per lui) scavano il solco e all'intervallo è 23-8.
Chi si aspetta un secondo periodo all'altezza del primo, rimane deluso. Le due squadre giocano a “chi sbaglia di più” e il quarto si chiuderà con un misero parziale di 9-11. Da segnalare l'esordio per Aristide Landi, bravo a sfruttare i suoi minuti con una prestazione di voglia e agonismo. Dall'altra parte è ancora solo Sgobba a segnare, troppo poco per una squadra che deve recuperare 15 punti. All'intervallo è 32-19, un +13 forse riduttivo per quello che si vede in campo.
Nel terzo periodo, magari anche a causa della strigliata di coach Politi, la Fortitudo si presenta con un'altra faccia. Sorrentino fa quello che vuole: recupera, corre, passa, tira, segna. Il napoletano sembra potere dominare la gara in lungo ed in largo, serve due assist stupendi a Pederzini e Verri e la F in un amen si ritrova sul +20. Dall'altra parte prova a dire la sua Sirakov (24.5 di media prima di questa sera), ma è ancora troppo poco. La dimostrazione di voglia della squadra si vede a 20” dalla fine del periodo, quando una difesa arcigna frutta la palla recuperata e consente di chiudere il quarto sul 53-33. Cose viste poche volte prima di ieri.
L'ultimo periodo è sempre all'insegna di Sorrentino che nei primi trenta secondi mette una tripla su assist di Landi e trova anche due punti subendo il fallo. Entra in gara anche De Min che, con due giochi da tre punti, allarga la forbice del divario. La Fortitudo continua la sua gara di agonismo, e raggiunge il bonus a 5 minuti dalla fine della partita, per la “gioia” del coach. Per il resto, poco altro da segnalare, se non l'esordio di Mastellari e il primo coro della Fossa per Politi. Si chiude sul 79-59, con la schiacciata di Spizzichini e l'ovazione per Sorrentino.
LE INTERVISTE. Politi arriva ai microfoni sollevato e soddisfatto: “E' stata una vittoria piacevole, messa in chiaro fin da subito. Era da un bel po' di tempo che non ci capitava di condurre una partita con ampio margine per tanti minuti. Sono contento perchè i loro uomini migliori a fine primo tempo non avevano praticamente segnato. In generale le cifre non sono entusiasmanti ma mi vorrei soffermare su un dato: noi, che siamo la squadra meno fallosa del campionato, abbiamo battuto in termini di falli (27-19) la più fallosa. È un dato che mi fa piacere, essere fallosi vuole dire mettere agonismo e determinazione, cosa che stasera ho visto per tutti i 40 minuti. Pederzini? Ha una faccia nuova, l'ho visto con gli occhi e il linguaggio del corpo giusti fin da subito. Nel finale ha sporcato un po' le sue cifre, ma poco importa. D'ora in avanti dobbiamo essere bravi a tenere sempre alto il livello di concentrazione in tutte le partite. Devo essere sincero, ho preparato questa partita indipendentemente da quanto successo all'andata, per me era una gara come le altre. Forse i ragazzi la sentivano di più, ma io non volevo nessuna vendetta. Doveva essere la ripresa del filotto di cinque vittorie dopo la sconfitta di Castelfiorentino, e così è stato. Adesso abbiamo una rotazione più ampia, ammiro l'atteggiamento dei ragazzi, bravi a entrare in partita appena vengono chiamati in causa. Con tanti giocatori posso alternare diverse soluzioni, ed in questo modo togliamo i minuti negativi che prima c'erano. Quando uno viene richiamato in panchina non deve arrabbiarsi, deve riflettere sulle sue mancanze, prendere fiato e prepararsi per dare il massimo quando rientrerà in campo.”
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