Dopo una settimana di grandi stravolgimenti ed innovazioni, è tornata la calma in casa Fortitudo. Calma, se così si può dire, solamente per le notizie che sono uscite, non tanto per quello che sta succedendo dietro le quinte e il lavoro che sta portando avanti il dottor Consorte. Si sta lavorando per capire se effettivamente si è in grado di creare una cordata pronta a rilevare la Fortitudo, si stanno cercando investitori pronti a mettersi in gioco e si stanno studiando i piani per il futuro. Non è una cosa banale, nè che richiede poco tempo. Ecco allora che il lavoro avanza, giorno dopo giorno. Ma non è tutto: la notizia più clamorosa è quella uscita nella giornata di ieri, secondo la quale ci potrebbe essere un abbandono del Paladozza ed un conseguente ritorno a quello che era il “PalaMalaguti”, oggi Unipol Arena. Andiamo con ordine.
LA SOCIETÀ. Trovare acquirenti non è sicuramente semplice, ma i problemi non finiscono qui. L'attuale società ha anche un discreto numero di debiti, sia verso vecchi dipendenti (ricordiamoci del lodo-Salieri sulla quale il tribunale si esprimerà il 4 luglio, con l'ex tecnico che ha presentato qualche mese fa istanza di fallimento nei confronti del club) sia verso alcuni azionisti. Sembrano infatti cifre abbastanza importanti quelle che ruotano attorno a dirigenti che in passato hanno pagato di tasca propria per salvare la squadra, ed ora vorrebbero vedere risarcito il loro operato: se per qualcuno la situazione non è importante e si è anche disposti a chiudere un occhio, qualcun altro ha invece fatto presente di rivolere tutta (e a breve) la somma investita. Nel bilancio economico della nuova società bisognerà quindi tenere conto anche di questi aspetti.
Nel frattempo la società attuale ha fatto domanda per il ripescaggio in Silver. Appare difficile che ci possa essere un seguito a questa richiesta e che la Fortitudo possa salire di categoria, anche in funzione dell'uscita prematura ai quarti di finale nei playoff. Ma per formalità sono stati presentati i documenti e mai dire mai, anche per via delle morie estive che coinvolgeranno diversi club a partire dalla serie A.
Il fatto sconvolgente che è venuto fuori nelle ultime ore è, come detto, il possibile clamoroso ritorno nel palazzetto di Casalecchio. Le cifre chieste da Sabatini (che ha in gestione la struttura) sono irrisorie rispetto alle richieste del Comune di Bologna per il Paladozza. Ecco allora che la società sembra stia pensando a questa soluzione. Tutto può essere, ed economicamente, sarebbe un bel risparmio. Ma come reagiranno i tifosi biancoblù che, dopo la lieta notizia di non dovere condividere il loro impianto con la Virtus, si ritroveranno invece ospiti dei cugini??? Anche su questo il web è diviso, c'è a chi non interessa dove giocare e chi invece ammette che l'atmosfera del “Madison” sia unica e contraddistingua “l'ambiente Fortitudo”.
LA SQUADRA. Chiaramente tutto dipenderà dalla nuova società e di conseguenza dal nuovo tecnico. Ma una scadenza importante deve essere rispettata: entro il 30/06 bisognerà decidere se esercitare o meno le opzioni che legano alla prossima stagione alcuni giocatori come Pederzini, Spizzichini, De Min e Caroldi. Difficile fare valutazioni senza sapere chi sarà l'allenatore, starà quindi alla società prendere una decisione, anche se appare chiaro l'interesse di puntare ad una rifondazione totale e lasciare quindi liberi questi giocatori.
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