Un primo quarto equilibrato, giocato punto a punto e chiuso sul -3. E poi la luce che si spegne. Tra il secondo ed il terzo quarto la Fortitudo prende un parziale di 60-32, che la porta dritta dritta alla sconfitta. L'ultimo periodo è solamente garbage time, ma i biancoblù riescono a ridurre il passivo che era arrivato anche al -31. La Fortitudo ha passato la più classica delle serate da “non pervenuta”. Zero difesa, attacco deficitario e un atteggiamento che deve essere cancellato fin da subito. Non ci sono scusanti dopo questa serata. Bisogna dimenticare la partita e pensare solo a lavorare bene in settimana per presentarsi con un'altra faccia alla sfida contro Tortona.
La Fortitudo comincia subito bene con Venturelli che, con 5 punti filati, sembra partire alla grande. In realtà Pavia rimane a contatto e la partita è fatta di sorpassi e controsorpassi. Bene i lunghi, (Spizzichini ne fa 8 nel solo primo quarto), meno la gestione della palla, con 5 perse nei primi 5 minuti.
Tinti prova ad abbassare il quintetto, inserendo Sabatini e giocando con il doppio play. Gli utlimi minuti del quarto vedono Pavia sempre avanti, ma incapace di scappare; Spizzichini fa 0/2 ai liberi e non centra il sorpasso. A fine primo quarto i “rossi” sono avanti: 23-20.
Se il buongiorno si vede dal mattino, l'inizio del secondo quarto è sintomatico di quello che si vedrà in tutto il periodo: Spizzichini commette subito il suo secondo subito, Fin ne fa due in trenta secondi e De Ruvo regala tre tiri liberi. Pavia comincia a segnare e ad allungare e Tinti prova la zona. Risultato insperato, perchè i padroni di casa segnano due triple consecutive e volano a +10. La speranza di vedere qualcosa in attacco è vana, anche perchè quando le cose non girano, ci si affida solo agli isolamenti. I punti non arrivano e dietro l'emorragia non si ferma. Maggio (16 all'intervallo) e Sanlorenzo (8 nel solo secodno quarto) fanno quello che vogliono e portano i padroni di casa al +15 alla fine del quarto. La cosa che più è preoccupante sono i 53 punti presi nel primo tempo.
Nel terzo periodo la speranza è quella che il trend venga invertito. La realtà purtroppo, è però un'altra. La Fortitudo continua a non difendere, e Pavia dilaga. Ed il nuovo passaggio alla zona, ottiene, se possibile, risultati ancora peggiori. I padroni di casa trovano due triple facili facili, con i giocatori che si dimenticano come ci si dispone nella 2-3 e lasciano spazi per tiri apertissimi. Male la difesa, malissimo l'attacco: le idee non ci sono, si perde la bussola, si gioca senza uno schema e ci si affida a tiri insperati e fuori ritmo, che ovviamente non trovano la via del canestro. C'è poco da raccontare del quarto. Pavia arriva a +31 e le braccia allargate di Tinti ad ogni azione sono lo specchio di questa gara: prima dell'ultimo quarto si è 83-52.
L'ultimo quarto serve quantomeno per salvare la dignità dei biancoblù. Tinti inserisce Verri, non tanto con la speranza che possa risolvere qualcosa, quanto piuttosto per dargli dei minuti che gli possano consentire di inserirsi nel sistema. L'impatto del nuovo arrivato è però da inchiesta. Spreca tutto quello che gli capita tra le mani e non incide minimamente sul match. Pavia non fa più canestro e cala i ritmi. Il primo cesto del quarto arriva dopo 4 minuti e lo segna De Min. Il periodo è un lunghissimo garbage time, la Fortitudo trova qualche punto con i lunghi, ma nel complesso è veramente uno spettacolo imbarazzante. Il quarto si chiude con un parziale di 21-5 per i biancoblù, e la gara sull'88-73.
LE INTERVISTE. Tinti è amareggiato e deluso: “Non possiamo prendere 53 punti in un tempo solo. Abbiamo difeso malissimo, la zona non l'abbiamo giocata come avevamo detto. Siamo andati male anche a rimbalzo, ma loro sono una squadra molto fisica. I falli dei lunghi hanno inciso sulle rotazioni, e contemporaneamente abbiamo preso il parziale che ha segnato la partita.”
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