Ha compiuto 66 anni due giorni fa, festeggiati con quella che è la sua nuova famiglia, ma l'entusiasmo è quello di un ragazzino. Claudio Vandoni, nuovo coach della Fortitudo è pronto a caricarsi le responsabilità di allenare una squadra che sulla carta è condannata a vincere: "Tutti sanno di avere grandi responsabilità e si sono presentati con lo spirito giusto, questo è l'importante. Vestire questa maglia è già un grande stimolo, sanno cosa vuole da loro il popolo della Fortitudo". L'allenatore, che è stato anche oltreoceano come assistente di Larry Brown a UCLA, è deciso sul metodo da insegnare ai propri giocatori: "La squadra dovrà cercare di imporre il proprio gioco ma dovrà, se necessario, essere in grado di trovare le giuste risorse anche da quelle statistiche che non vengono pubblicizzate ma che sono maledettamente concrete". In pratica la prossima versione dell'Aquila targata Vandoni userà "sia il fioretto che la spada" partendo da una difesa aggressiva per poter poi esprimersi al meglio in attacco: "Dobbiamo essere una squadra totale, con più giocatori in grado di occupare più ruoli e spazi. Voglio una pallacanestro di totalità e ampio respiro, dobbiamo saper passare mentalmente in fretta dall'attacco alla difesa".
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