Fra titolo NBA, il TG1 e la chiacchierata con Renzi, Marco Belinelli è il personaggio del giorno. La grande rivincita di uno che non ha mollato mai. Le immagini delle sue lacrime hanno fatto il giro del mondo:
"Era qualcosa che avevo dentro da tempo. Vincere è stata una liberazione. Soprattutto ripensando a chi, in tutti questi anni, ha continuato a criticarmi. Non ho mai pensato di tornare indietro. Ci ho sempre creduto e adesso qui ho il premio dei miei sogni".
Il momento più difficile della stagione?: "La serie con Dallas senza dubbio. Siamo arrivati a gara 7!"
Messaggi particolari?: "Prima di gara 5 ho visto Don Nelson, non mi ha detto niente, ma mi ha fatto piacere vincere davanti a lui. Ma sono abituato alle critiche: mio padre mi ha insegnato ad accettare tutto".
Cosa vi siete detti con Renzi?: "È orgoglioso di quello che ho fatto, mi ha detto che sono un esempio. Il mio orgolglio invece è almeno triplo: per San Giovanni in Persiceto, per Bologna e per tutta l'Italia".
Su Messina e Popovich: "Ho letto di Messina da qualche parte. È un grande allenatore, ma la squadra era concentrata sul titolo. Pop è sia papà, sia sergente di ferro. Ma è eccezionale, il segreto della squadra. L'altro segreto è il gruppo".
Sette stagioni, cinque maglie. Adesso?: "Ho un altro anno di contratto. Ma al di là di questo, ho trovato il mio ambiente ideale. Fosse per me, non mi muoverei più da qui. Adesso, con calma, rientrerò in Italia per le vacanze".
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