Il Corriere di Bologna questa mattina ha proposto una interessante intervista al direttore sportivo della Virtus Bruno Arrigoni. Tema principale, ancora una volta, quello relativo al playmaker: "Ormai è un tema ansiogeno, tutti si arrovellano nel cercare la "pensata", ma questa cosa ci toglie il sonno". Il basket moderno ha prodotto una evoluzione del ruolo ormai irreversibile: "Oggi il play deve essere ragionatore ma capace di fare canestro, non deve essere battezzabile da tre e deve cercare i compagni. Sono tutte qualità difficili da trovare a meno che non si faccia concorrenza alla Nba". Per Arrigoni non c'è più una netta distinzione del ruolo tra guardia e play, serve trovare sul mercato esterni all'altezza: "Al giorno d'oggi quasi tutti gli esterni possono portare su la palla, i coach non hanno bisogno di uno che porti il pallone dall'altra parte ma di un giocatore che rifornisca bene le guardie e di elementi che sappiano giocare bene il pick' n' roll. Oggi chi lo gioca deve sapere dove colpire. Faccio un esempio. Pozzecco era un mago nel servire i lunghi che tagliavano, oggi non basta più. Rocca, per citarne uno, appena hanno capito le sue caratteristiche, ha finito per sfondare tutte le volte". Ma in Virtus, i giocatori in grado di giocare il pick' n' roll ci sono? "Gaddy, Ray e Imbrò, poi ci sono Fontecchio che sta crescendo e Hazell. Vediamo".

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