Anche le ultime speranze, che erano ormai ridotte al lumicino, si spengono definitivamente. Venezia, come pronosticabile, ha battuto Pesaro, sarà dunque la squadra di Markovski ad accedere meritatamente alle Final Eight. Dunque il verdetto è di quelli amari: la Virtus non prenderà parte alle prossime Final Eight di Coppa Italia. Alla lunga sa di beffa, visto che la squadra di Bechi è stata a lungo tra le prime otto, ma visti gli errori e anche gli orrori nel corso del girone d'andata, c'era da aspettarselo.
Ieri all'Unipol Arena, la Vitasnella Cantù ha battuto i felsinei per 69-78 nonostante una prestazione generosa dei felsinei. La chiave della partita è stata la grande difesa di Cantù, che con questa porta a tre le vittorie consecutive e si conferma in testa alla classifica in coabitazione con Brindisi, che però resta prima per lo scontro diretto, terminato 75-74 per la squadra di Bucchi. Durante la partita solo nel terzo quarto Cantù provava a scappare portandosi sul +9, massimo vantaggio per gli ospiti, con la Virtus che rientrava in partita quasi subito con un contro parziale. Coach Bechi riproponeva il "vecchio" quintetto, con Gaddefors, Hardy, Motum, Ware e King e nel primo quarto si assisteva a un sostanziale equilibro con Hardy sugli scudi (8 punti). Stesso discorso nel secondo quarto, nel quale arrivava anche il sorpasso della Virtus al 15' (34-31) grazie ai 5 punti consecutivi di Jordan, ma Cantù reagiva e chiudeva il primo tempo avanti (38-40). Nel terzo quarto, complici i canestri di un grande Ragland e di Uter Cantù raggiungeva il +9 e cercava di ammazzare la gara, ma Ware con una tripla e il solito Jordan permettevano alla Virtus di chiudere sul 57-61 il terzo quarto. Nel terzo quarto anche il "cane" Aradori contribuiva al parziale canturino, ma il canestro più importante lo segnava nel quarto quarto con una tripla che permetteva agli ospiti di ricacciare indietro la Virtus, e grazie anche al solito Uter si era sul 64-72. Alla fine Cantù sapeva gestire la partita, mostrando la sua cinicità e solidità, cioè le qualità che sono mancate alla squadra di Bechi in troppe partite. Resta il fatto che, forse con un esito diverso della schiacciata di Gaddefors, che sbagliandola, mancava il possibile -1, forse si starebbe parlando di un finale diverso.
In ogni caso sono troppi gli errori della squadra di Bechi, ma la cosa preoccupante è il fatto che tali si ripetano partita dopo partita, soprattutto nei momenti decisivi. Per trovare una fotografia di questo si potrebbe citare, solo per fare un esempio, la rimessa di Ware a Pistoia, o l'impatto errato alla partita, avvenuto troppe volte nel girone d'andata. La Virtus è una squadra troppo discontinua nei 40 minuti, come lo sono i suoi giocatori, Ware sembra assente nei momenti decisivi, come se avesse paura di prendersi delle responsabilità, King e Jordan alternano buone prestazioni a partite orripilanti. Walsh è il leader della squadra, ma a volte sembra predicare nel deserto, e anche lui è molto discontinuo, basti vedere la prestazione negativa di ieri sera. Per le Final Eight sarebbe servito ben altro atteggiamento, ci sono ancora i Play Off, il tempo per correggere gli errori c'è...
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