Scheda tattica: la Fiorentina di Montella

Scheda tattica: la Fiorentina di Montella

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Come pronosticato in occasione della gara di andata, purtroppo per la Fiorentina, Rossi ha pagato dazio al sovraccarico di lavoro causato dall’assenza di Gomez ma la squadra di Montella ha saputo reggere anche due assenze così pesanti senza evidenziare particolari crisi di risultati. Il merito dell’allenatore è evidente non solo sul piano tattico ma anche su quello psicologico visto che solo giocatori convinti e motivati sono in grado di affrontare praticamente mezza stagione senza cambi. Paradossalmente però il reparto che ha subito meno modifiche nel corso dell’annata è stato la difesa a quattro composta da Tomovic, Savic, Rodriguez e Pasqual a protezione di Neto visto che questi cinque da soli superano i 12mila minuti stagionali. In una mediana in cui Borja Valero e Aquilani appaiono davvero inamovibili, alla fine Pizarro ha riconquistato il posto ai danni di Ambrosini anche se il cileno appare ormai in calo ed alcuni suoi errori hanno concesso spazio a pericolose ripartenze avversarie. La qualità dei centrocampisti viola è sicuramente l’arma decisiva per sviluppare il gioco secondo il 4-3-3 scelto da Montella in cui la palla circola spesso per linee orizzontali con una percentuale di riuscita dei passaggi del 72% ed un possesso palla medio che supera i 28 minuti a partita non abbassandosi quasi mai neanche in trasferta. Merita però una citazione anche il trequartista Ilicic, riscoperto proprio nella gara di andata contro il Bologna, che ha risposto presente quando chiamato in causa garantendo non solo una discreta qualità nel ruolo richiesto ma anche una buona propensione al sacrificio aiutando i compagni di centrocampo nel raccordo tra i reparti. In una Fiorentina priva delle sue due stelle offensive però ha brillato più di tutti l’imprendibile Cuadrado, forse il giocatore più inimitabile della Serie A per caratteristiche fisiche che però non ha la possibilità di essere l’unico trascinatore dei suoi per tutta l’annata. Montella ha trovato qualcosa dai vari Joaquin, Vargas, Fernandez e, almeno inizialmente, anche da Matri ma evidentemente ha bisogno di maggiori certezze per poter ambire già dalla prossima stagione al salto di qualità definitivo in grado di trasformare i complimenti per il lavoro svolto in settimana in risultati importanti alla domenica e trofei da aggiungere in bacheca.

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