L'impresa per il Siena è apparsa subito disperata: salvarsi partendo da una penalizzazione di sei punti. Dopo le prime sconfitte è stato allontanato Serse Cosmi per affidare la squadra a Giuseppe Iachini e finora i toscani non sembrano essersi ancora arresi nonostante un mercato di gennaio che ha impoverito ulteriormente la già non eccelsa rosa bianconera. In realtà l'avvicendamento in panchina non ha cambiato troppo le carte in tavola visto che entrambi i tecnici sono personaggi carismatici che fanno della personalità la loro arma vincente. Anche a livello tattico il Siena ha poi continuato ad applicare una variante del 3-5-2 iniziale rendendolo se possibile ancora più difensivo rinunciando a una punta di ruolo per schierare due trequartisti passando quindi al 3-4-2-1. L'obiettivo principale degli uomini di Iachini è chiaro e semplice: evitare sempre di prendere gol. La fase di non possesso prevede quindi non solo un abbassamento dei due esterni sulla linea di difesa, ma anche un raddoppio sistematico dei mediani sul lato forte dell'azione. Difendendo quindi praticamente in sei, si cerca di evitare di far correre pericoli al buon portiere Pegolo ed al terzetto difensivo guidato da Paci che resta comunque sempre molto bloccato. A centrocampo manca un vero e proprio regista visto che Della Rocca come ben sappiamo è un ibrido mentre invece l'esperto capitano Vergassola preferisce cercare l'inserimento in area. La costruzione del gioco quindi passa quasi sempre dai piedi di Rosina che alla lunga diventa un bersaglio facile per i marcatori avversari. La fase d'attacco del Siena punta molto sulla velocità del tridente offensivo guidato dal nigeriano Emeghara ma anche sul predominio delle fasce, soprattutto quella destra dove agisce il brasiliano Angelo. Resta da segnalare la tendenza di Iachini ad amministrare bene le forze dei suoi ragazzi riuscendo spesso ad utilizzare al meglio i cambi soprattutto per quanto riguarda gli esterni che svolgono un lavoro molto dispendioso.
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