Quest'anno il Cagliari sta vivendo una stagione decisamente strana fatta di alti e bassi, ma ora è sicuramente in un buon momento e sembra essersi tirato ormai fuori dalla lotta per la salvezza. Il merito di questo risultato è da attribuire interamente alla strana coppia di allenatori formata dall'ex vice Ivo Pulga e dall'ex capitano Diego Lopez che si sono suddivisi la gestione del campo e dello spogliatoio per reagire al pessimo avvio di stagione firmato da Massimo Ficcadenti. La prima mossa della nuova guida tattica è stata il ritorno al collaudato 4-3-1-2 che ha ridato alla squadra fondamenta solide su cui costruire il girone di ritorno permettendo di riconsegnare la forza fisica di Nainggolan al centrocampo e lasciando l'onere della fantasia al ben noto Cossu che sta ritrovando finalmente lo smalto delle stagioni passate. La difesa a quattro che si schiera davanti ad Agazzi è formata da uomini piuttosto giovani e soprattutto nel caso dei due centrali (Astori e Rossettini i titolari) non immuni da pericolose distrazioni mentre invece gli esterni Pisano e Avelar sono spesso coinvolti nel gioco offensivo ed estendono il loro raggio d'azione all'intera fascia di competenza. La retroguardia sarda in fase di non possesso cerca di stare molto bassa e si fa proteggere soprattutto sui lati dall'arretramento delle mezzali Ekdal e Nainggolan che hanno nel capitano Conti il loro perno centrale in grado di abbinare copertura e spinta offensiva condendo il tutto con una buona precisione nei passaggi lunghi utili al contropiede. Il Cagliari alterna fasi di attesa ad altre di pressing alto in cui le punte ed il trequartista diventano i primi interditori con Cossu spesso pronto ad aggredire il portatore di palla avversario. Lo stesso fantasista in fase d'attacco gode invece di ampia libertà e cerca sempre la posizione migliore per creare superiorità numerica grazie alla discesa dei suoi terzini. Le due punte sono a loro volta molto dinamiche e non danno mai punti di riferimento alla difesa avversaria con Ibarbo sempre pronto ad approfittare delle sue doti di incredibile velocista e Sau molto abile ad attaccare la profondità per sfruttare al meglio le ripartenze. Nel corso di un'azione manovrata invece il movimento degli attaccanti serve soprattutto ad aprire spazi per gli inserimenti dei tre centrocampisti che amano accompagnare l'azione facendosi trovare pronti al limite dell'area avversaria.

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