Non sarà più il Napoli di Mazzarri quello che domani scenderà in campo al San Paolo contro il Bologna e quindi non ha senso parlare di vendetta per gli ultimi sgarbi dei rossoblù, ma quelle che si incontreranno saranno due squadre che hanno tanto da scoprire. La rivoluzione estiva di De Laurentiis incontrerà il tentativo di conservazione di Pioli con in comune il terreno tattico del 4-2-3-1. A fare la differenza pertanto non potranno essere solo i valori dei singoli interpreti ma soprattutto l'alchimia di squadra e lo spirito di sacrificio. Il Bologna deve scendere in campo concentrato senza pensare solo a difendersi e puntando anzi sulla naturale voglia di mettersi in mostra degli avversari. Il Napoli però in difesa si troverà ad impiegare sugli esterni uomini più abituati ad attaccare che a contenere e per questo motivo le sfide Kone-Zuniga e Christodoulopoulos-Maggio saranno determinanti. I due rossoblù dovranno contenere per evitare grossi guai ai terzini Morleo e Garics (atteso già dalla sfida contro il temibile Insigne) ma anche approfittare di ogni spazio per inserirsi in area avversaria. Gli aghi della bilancia però saranno i fantasisti Diamanti e Hamsik con la loro capacità di muoversi tra le linee portando via un difensore alla punta (meglio il toscano) e di inserirsi con tempi perfetti e micidiali (meglio lo slovacco). La concentrazione e la voglia di questi due talenti sarà assolutamente decisiva per garantire rifornimenti a Bianchi e Higuain con l'argentino sicuramente più mobile e disponibile al sacrificio rispetto alla punta di Pioli. Nel cuore del campo attenzione invece allo scontro in parità numerica tra i quattro mediani: la presenza di un Perez in buona condizione al fianco di Krhin sarebbe fondamentale per arginare la forza d'urto della coppia elvetica Inler-Behrami.
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