di Tommaso Rocca

Continuiamo la nostra rassegna sugli otto raggruppamenti sorteggiati per la rassegna mondiale in Brasile. Oggi analizziamo il girone C, forse uno dei più equilibrati ed incerti della manifestazione, ma sicuramente il più povero per quanto riguarda il palmares, dato che è uno dei due gironi senza nessuna nazionale Campione del Mondo (l'altro è il girone H), ed è inoltre il più "giovane" visto che sommando le partecipazioni delle quattro nazionali alle precedenti fasi finale si arriva alle stesse presenze del Messico. Ma non preoccupatevi, non per questo sarà il meno spettacolare. Il gruppo, formato da Colombia, Grecia, Costa d'Avorio e Giappone è equilibrato, ma vede sulla carta favoriti i colombiani. I sudamericani, testa di serie un po’ a sorpresa, sono indicati da molti come una delle possibili rivelazioni dei Mondiali, ma non avranno di certo vita facile, dato che tutte e quattro le squadre inserite nello stesso raggruppamento hanno, chi per un motivo chi per un altro, le carte in regola per ambire almeno al passaggio del turno.

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Andando a studiare le formazioni presenti in questo girone C partiamo dalla Colombia. I cafeteros sono, come detto, candidati ad essere una delle sorprese della prossima Coppa del Mondo; presentano un mix di velocità e qualità che poche volte si sono potuti permettere a questi livelli. Il secondo posto nel girone di qualificazione sudamericano di poco dietro all'Argentina non è stato certo un caso, per una Nazionale che all'imprevedibilità e alla follia del passato (come dimenticare le gesta di Higuita e Valderrama, le pistole in spogliatoio di Tino Asprilla o l'assassinio di Escobar per un'autorete a USA '94) ha aggiunto le esperienze europee di molti suoi elementi: Zuniga, Yepes, Zapata, Cuadrado e Guarin in Italia, Armero, Quintero, Jackson Rodriguez e Jackson Martinez nel resto d'Europa. Il recupero di Falcao dal grave infortunio al crociato è però fallito e purtroppo "El Tigre" dovrà guardare la rassegna mondiale da interessato non protagonista. Inoltre la spedizione colombiana, vive di altre incognite tra cui la stagione non certo brillante di Guarin e la poca esperienza ai Mondiali: è solo la quinta partecipazione della Colombia, con miglior risultato gli ottavi di finale ad Italia '90, un risultato che José Pekerman, c.t. argentino in carica dal 2012, deve provare a migliorare. Lo farà affidandosi al 4-2-3-1, in cui un ruolo chiave sarà rivestito dai trequartisti e nel quale, la pesante assenza di Falcao come terminale offensivo, sarà solo in parte mitigata dai chili e i centimetri di Jackson Martinez, giustiziere del Napoli in Europa League, o dal bomber-rivelazione fresco vincitore della competizione col Siviglia, Carlos Bacca.

Dietro ai colombiani la rincorsa a un posto negli ottavi è più aperta che mai; la squadra europea del girone, la Grecia, ha avuto bisogno dei playoff per qualificarsi ma presenta la solita nazionale solida e con un discreto livello di esperienza, che in manifestazioni del genere è di grande aiuto. E' vero che gli ellenici sono solo alla terza partecipazione alla fase finale di un Mondiale, ma fanno ancora parte del gruppo alcuni degli eroi dell'Europeo 2004 (vinto in Portogallo tra lo stupore generale) e se la giocheranno con le solite armi: difesa, ripartenze e tanto spirito di abnegazione. I numeri della formazione greca dicono tanto: solo 4 gol subiti, ma anche solo 12 gol fatti nel corso delle qualificazioni. Il 37enne Giorgos Karagounis è ancora il capitano e il punto di riferimento della squadra, con lui spiccano gli attaccanti di sacrificio (ma allo stesso tempo anche di maggior talento) Mitroglou e Samaras. La manovra della Grecia è spesso prevedibile e con pochi sbocchi sulle fasce: il tecnico Fernando Santos cercherà di ovviarvi con un 4-3-3 che all'occorrenza si trasforma in un mutevole 4-5-1 in fase difensiva, per compiere l'impresa possibile di qualificarsi agli ottavi, per la prima volta nella storia della Nazionale ellenica. Nella selezione sono presenti anche sei "italiani": i difensori di Verona e Roma Moras e Torosidis, i bolognesi Christodoulopoulos e Kone, il granata Tachtsidis ed il genoano Fetfazidis.

A rappresentare l'Africa nel giorne ci sono gli elefanti arancioni della Costa d'Avorio. Gli ivoriani sono alla terza qualificazione consecutiva alla fase finale del mondiale e sperano finalmente di poter passare lo scoglio del primo turno. La squadra è ben organizzata e ha ottime individualità. Tra queste, Kolo e Yaya Touré, Ebouè, Kalou, Drogba e Gervinho, che non hanno certamente bisogno di presentazioni visti i trascorsi per diverse stagioni nei top club europei. Yaya Touré e Gervinho hanno probabilmente vissuto la loro stagione migliore della carriera altri, Drogba per primo, sembrano però in fase calante. La difesa, portiere compreso, è il punto debole degli africani e l'allenatore, l'ex Parma, Inter e Genoa Sabri Lamouchi, deve ancora dimostrare di saper gestire uno spogliatoio "pesante" come quello della Costa d'Avorio e di essere in grado di trovare le giuste contromisure nel corso di un match. Il tecnico francese sembra orientato verso il 4-3-3, o meglio ad un 4-3-2-1. Il passaggio del turno, mancato nei due precedenti, appare stavolta alla portata degli Elephants che schiereranno in Brasile il solo Gervinho della Roma in rappresentanza del campionato italiano.

Un italiano vero e proprio c'è eccome nel Giappone e siede in panchina. Alberto Zaccheroni è alla guida della nazionale nipponica dall'agosto 2010 ed ha già raccolto diverse soddisfazioni tra cui la Coppa d'Asia 2011 e qualche vittoria in amichevoli di lusso contro formazioni decisamente più quotate come Francia e Argentina. I Giapponesi sono, con la Colombia, la Nazionale con più esperienza ai Mondiali nel girone (5 partecipazioni). Inoltre, la presenza nella Confederations Cup del 2013 in Brasile, sarà risultata sicuramente preziosa. La combinazione tra condizione fisica e diligenza tattica degli asiatici sarà la chiave per sorreggere le combinazioni tecniche e veloci dei vari Okubo, Honda, Kagawa e Okazaki, tutti con esperienze attuali o passate nel calcio europeo. Il Giappone è destinato però non solo a creare, ma anche a subire molto. La fase difensiva non è all'altezza di quella offensiva, con i centrocampisti Hasebe ed Endo affidabili per esperienza, ma entrambi sopra i trent'anni e di certo non fenomenali soprattutto nella costruzione del gioco. Sappiamo come Alberto Zaccheroni sia un fautore del 3-4-3 ma, pur non volendo rinunciare ad un'idea di gioco propositiva, il tecnico romagnolo ha individuato nel 4-2-3-1 il modulo adatto ad esaltare le caratteristiche degli asiatici, ma soprattutto a nasconderne il più possibile i difetti. La qualificazione al turno successivo, già ottenuta due volte dai Blue Samurai, è l'obiettivo minimo per Nagatomo e compagni, ma probabilmente anche quello massimo e all'orizzonte si potrebbe profilare un eventuale derby con l'Italia di Prandelli.

Programma girone C:

14/06 13:00 (18.00) Belo Horizonte Colombia - Grecia

14/06 22:00 (3.00) Recife Costa d'Avorio - Giappone

19/06 13:00 (18.00) Brasilia Colombia - Costa d'Avorio

19/06 19:00 (0.00) Natal Giappone - Grecia

24/06 16:00 (22.00) Cuiaba Giappone - Colombia

24/06 17:00 (22.00) Fortaleza Grecia - Costa d'Avorio

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