Le parole dell'ex tecnico di Bologna, Stefano Michelini, oggi opinionista Rai.
Domenica è in programma al PalaSerradimigni di Sassari la sfida fra il Banco di Sardegna e la Virtus. Entrambe le squadre non navigano certo in acque tranquille, con i bolognesi che si giocano la permanenza in A. Chi guarderà con un occhio particolarmente interessato alla gara è Stefano Michelini, ex allenatore di entrambe e oggi opinionista della Rai.
"Si incontrano due club che hanno entrambi bisogno di vincere. I padroni di casa sono reduci da due finali pessimi. Quello della Final Eight di Coppa Italia contro Cremona, che è costato l’eliminazione e quello di domenica in casa con Avellino che ha reso più complicata la partecipazione ai playoff - dice Michelini -. Questo significa che cercheranno di scavare subito un solco di sicurezza, affidandosi soprattutto a Logan. La Virtus proverà a rimanere agganciata alla partita fino alla fine per poi tentare di portare a casa i due punti sfruttando Andre Collins».
La pressione, insomma, sarà soprattutto sui sardi. "Sicuramente. Tutti si aspettano dai campioni in carica una stagione in linea con quella precedente - sottolinea l'ex allenatore bolognese -. La stagione scorsa Sassari si basava sull’asse Logan-Lawal. Quest’anno Logan è stato spostato nel ruolo di guardia per renderlo ancora più pericoloso. L’arrivo di Mitchell, il miglior giocatore della serie A nella passata stagione non ha ancora portato quel salto di qualità sperato. La Virtus, invece, è stata costruita sulla coppia Gaddy-Pittman, ma i tanti infortuni hanno costretto a cambiare chi doveva andare a completare la squadra. L’arrivo di Collins dovrebbe finalmente dare qualità ed esperienza a questo gruppo».
Ma la squadra di coach Valli ce la farà a salvarsi secondo Michelini? "Mancano nove giornate alla fine e fare pronostici non è mai opportuno. Una cosa, però, la si può dire: è più facile salvarsi a Capo d’Orlando che a Bologna. In Sicilia sono abituati a giocare un campionato per non retrocedere. La storia della Virtus è molto diversa e quando vinci c’è l’impressione di aver svolto il compitino e nulla più. Per quanto non voluto questo background rende le cose un po’ più difficili».
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