COSTA D'AVORIO-GIAPPONE. Dando una rapida occhiata alle formazioni ufficiali colpisce l'assenza dal 1' di Drogba, costretto a partire dalla panchina a causa di un colpo nell'allenamento pre-gara. Il Giappone nel primo tempo parte bene e al 16' trova il goal, Nagatomo è bravo a trovare Honda che con un gran sinistro porta in vantaggio i suoi. Tre minuti dopo è ancora il Giappone con Uchida, ad andare vicino al goal del 2-0, poi la Costa d'Avorio prova a cercare il pareggio, ma il momento cruciale è l'entrata in campo di Drogba al 62'. Con lui in campo i compagni acquistano sicurezza ed un minuto dopo il suo ingresso in campo Bony di testa fa 1-1. Bastano due minuti alla nazionale di Lamouchi per trovare il 2-1, ancora una volta un cross di Aurier, questa volta per la testa di Gervinho. Il romanista realizza il goal del 2-1, ma il portiere del Giappone è tutt'altro che impeccabile in questa occasione. La Costa d'Avorio raggiunge la Colombia a quota 3, ma nonostante la sconfitta la Nazionale di Zaccheroni per buona parte dei 90' minuti ha fatto vedere cose interessanti, poi si è fatta schiacciare troppo e ne ha pagato le conseguenze. Drogba è sembrato in grande forma e totalmente recuperato: l'importanza di avere un fuoriclasse come lui in mezzo al campo si è vista e come. Gruppo C: Colombia 3, Costa d'Avorio 3, Giappone 0, Grecia 0.
SVIZZERA-ECUADOR. Un 4-4-2 solido, quello dell'Ecuador, che mette parecchio in difficoltà gli uomini di Hitzfeld. La Svizzera nei primi minuti sembra parecchio confusa e gli avversari provano ad approfittarne. Hitzfeld capisce che nel gioco della sua squadra c'è qualcosa che non va e al 22', infatti, l'Ecuador passa in vantaggio con E. Valencia. Dopo il goal, però, la Svizzera si sveglia e, prima con Shaqiri, poi con Stocker, va vicino al goal dell'1-1. La reazione passa anche e soprattutto dalle discese di Lichtsteiner, ed è proprio lo juventino in avvio di secondo tempo, a creare qualche preoccupazione a Dominguez. Al 48' è subito pareggio con Mehmedi, la Svizzera è tutt'altra squadra rispetto a quella vista nel primo tempo. Al 60' la reazione dell'Ecuador: è ancora Enner Valencia a rendersi pericoloso, con un tiro che va fuori di poco. Hitzfeld azzecca tutti i cambi, e dopo aver messo in campo Mehmedi, autore del goal del pareggio, fa entrare anche Seferovic al 75'. Proprio il neo entrato al 93' sigla il goal del 2-1 che permette alla Svizzera di salire a quota 3 nel girone. Hitzfeld da meraviglioso stratega qual è, è riuscito a portare a casa una vittoria più sofferta del previsto. L'Ecuador ha la palla del 2-1 più di una volta, soprattuto all'86' su una punizione da Arroyo, ma sia Benaglio che l'imprecisione sotto porta degli attaccanti ha inciso parecchio nel risultato finale. Nonostante la sconfitta, la squadra di Rueda ha mostrato uno spirito combattivo e un'aggressività davvero incredibili. Il goal a tempo scaduto sa davvero di beffa per loro, che forse non meritavano la sconfitta.
FRANCIA-HONDURAS. Seconda partita del gruppo E, che non riserva sorprese. La Francia si sbarazza facilmente dell'Honduras, in una partita che verrà ricordata soprattutto per l'esordio della Goal Line Technology in occasione dell'autorete del portiere honduregno che devia nella sua porta un tiro di Benzema: solo questa nuova tecnologia dà la certezza del goal. L'attaccante del Real gioca una grande partita, realizza il rigore sul finire di primo tempo, dopo il fallo di Palacios su Pogba, causa l'autorete e realizza la rete del 3-0. Nei primi venti minuti l'Honduras non si scopre, la Francia prova a trovare la via del goal, ma è la traversa a fermare i transalpini: prima quella di Matuidi, poi quella di Griezmann al 23'. L'episodio chiave è senza dubbio l'espulsione di Palacios, per somma di ammonizioni, in occasione del fallo da rigore su Pogba: Honduras in 10 e partita in discesa per la Francia, dopo la realizzazione del calcio di rigore da parte di Benzema. Il secondo tempo comincia come era finito il primo, ovvero con un goal della Francia, o meglio con un autogoal dell'Honduras. Poi è ancora Benzema a chiuderla definitivamente al 72', grande partita dell'attaccante del Real, che trascina la Francia in testa al girone E. Gruppo E: Svizzera 3, Francia 3, Ecuador 0, Honduras 0.
BOSNIA-ARGENTINA. Parte malissimo la Bosnia di Pjanic e Lulic nella prima partita del gruppo F. Al 3' è già 1-0 Argentina: sugli sviluppi di una punizione di Messi Kolasinac infila la sua porta e la partita è già in discesa per la squadra di Sabella, molto fortunata in questa occasione. La Bosnia, però, dopo lo shock iniziale prova a reagire, affidandosi soprattutto a Dzeko, un giocatore che si sacrifica come pochi attaccanti per la propria squadra. Al 41' è Lulic ad avere l'occasione del pareggio con un colpo di testa insidiosissimo sul quale è bravissimo Romero. La Bosnia sembra pagare all'inizio l'inesperienza al Mondiale, poi nel secondo tempo crea più di qualche pericolo alla porta di Romero. Al 64' da segnalare una punizione inguardabile di Messi, perché da lì in poi il numero 10 dell'Argentina sembra svegliarsi e infatti un minuto dopo realizza un goal splendido. Susic cerca di correre ai ripari e si gioca il tutto per tutto inserendo un'altra punta, con Ibisevic al posto di Mujdza. Lulic sulla sinistra corre per 5 e, a parte quell'errore in occasione di un cross, fornisce una grande prestazione. Il laziale è l'ultimo a mollare, e infatti da un suo assist all'84', la Bosnia accorcia le distanze con Ibisevic, complici i grossolani errori di Federico Fernandez, ma soprattutto di Romero. La Bosnia ci prova fino alla fina, ma non ha la lucidità per produrre attacchi pericolosi. Esordio mondiale sicuramente positivo per la squadra di Susic, che ha tutte le carte in regola per qualificarsi come seconda nel gruppo F. L'Argentina ha un parco di giocatori straordinario e può arrivare davvero lontano in questo Mondiale.
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