di Mark Keven Kruzat
“Il nostro è il girone più difficile”: Queste le parole pronunciate dal commissario tecnico italiano, Cesare Prandelli a seguito del sorteggio dei gironi. Nel girone D, ribattezzato poi “girone della morte” toccherà all’Uruguay a ribaltare il pronostico che prevederebbe il passaggio del turno quasi scontato delle due europee Italia e Inghilterra. La Celeste, con due titoli Mondiali in bacheca (1930, 1950) su 11 partecipazioni, è sicuramente una delle squadre più attese a questo campionato del mondo. La nazionale uruguaiana torna in Brasile dopo 64 anni, avvolta da quell’alone magico in ricordo della grande storica vittoria del Maracanazo, quando Ghiggia e Schiaffino soffiarono la coppa ai padroni di casa della Seleçao. La squadra è allenata da una vecchia conoscenza del calcio italiano, Oscar Tabarez che, a metà anni ’90 ha allenato il Cagliari e soprattutto il Milan. La Celeste però ha incontrato non poche difficoltà durante le qualificazioni: il quinto posto nel girone sudamericano, infatti, ha costretto gli uomini di Tabarez a disputare lo spareggio con la Giordania. Nonostante questo è una squadra forte e che dopo l’ufficializzazione dei 23, può contare tra le sue file cinque giocatori della serie A (Caceres, Gargano, Perez, Gonzales ed Hernandez). Insomma una formazione che conosce bene il nostro campionato e che saprà ben affrontare la Nazionale italiana il prossimo 24 giugno. L’attacco della Celeste è uno dei migliori di tutto il torneo e che non ha nulla da invidiare a quelle di Brasile e Argentina. La coppia gol Cavani-Suarez possono costituire l’incubo di tutte le difese, ai quali si aggiunge l’esperienza dell’intramontabile Forlan e la velocità di Abel Hernandez. Nonostante il punto di forza sia proprio il reparto avanzato non è da sottovalutare neanche il pacchetto arretrato in grado di fornire ampie garanzie con Lugano pronto a guidare la difesa al fianco del vincitore della Liga, Diego Godin, al campione d'Italia, Martin Caceres e Maxi Pereira campione in Portogallo con il Benfica. Le maggiori perplessità, invece, riguardano il centrocampo composto da elementi di buone ma non ottime qualità e che con fatica riescono a supportare a dovere l’attacco stellare della formazione. L’altro grande dubbio ricade sulla condizione del Pistolero Suarez che lo scorso 22 maggio è stato operato al menisco e che naturalmente non si presenterà al Mondiale al top della forma.
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