L'UEFA studia un modo per la distribuzione dei ricavi tra competizioni europee e campionati nazionali. Rischia di aumentare il gap tra i club

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VIDEO - Kimi Antonelli festeggia in centro la vittoria del Bologna!

Ciò che preoccupa il Bologna e i club medio-piccoli di tutta Europa è la spinta verso la riduzione delle formazioni nei campionati nazionali e il possibile allargarsi della forbice con le big europee.

La forbice rischia di aumentare. Una spaccatura che potrebbe diventare troppo ampia quella tra i 20-25 grandi club di Europa e tutte le altre "medio-piccole". Il calcio dei ricchi e quello degli altri. E non è una questione di Superlega questa volta.  Il punto di partenza è il calendario congestionato. FIFA e UEFA pressano per diminuire le formazioni partecipanti ai tornei nazionali di vertice: più spazio per competizioni europee e Nazionali. Le medio-piccole si oppongono. Se la Ligue 1 ha accettato il passaggio dalle 20 alle 18 squadre lo stesso non è stato per la Serie A. Qui entrano in gioco i ricavi televisivi: l'obiettivo dell'UEFA è quello di ricavare 6 miliardi nel prossimo triennio. Più soldi per le coppe europee a discapito dei campionati nazionali; meno rilevanti. Il rischio è che aumenti il gap tra le big e tutte le altre. Andrebbe ripensato il meccanismo di solidarietà studiato dall'UEFA per chi non gioca le coppe europee per evitare che la forbice con le big si allarghi ulteriormente. Va studiata una differente distribuzione dei ricavi.

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