Sulla Mercedes conquista il titolo più importante, ma per i tifosi del Bologna resta anche il ragazzo dei caroselli dopo la Coppa Italia. Una gioia da condividere, persino con il Cavallino nel cuore

Palladino discorso

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Un bolognese sul tetto del mondo

Ci sono vittorie capaci di allargare i confini del tifo. Quella di Andrea Kimi Antonelli appartiene a questa categoria: un ragazzo bolognese diventa campione del mondo di Formula 1 e porta con sé una città intera. Il terzo posto nel Gran Premio del Messico gli consegna il titolo, trasformando un talento cresciuto fra grandi aspettative in una certezza della storia dell’automobilismo. A vent’anni è il più giovane iridato di sempre e interrompe un’attesa italiana che durava dal 1953, dall’ultimo Mondiale di Alberto Ascari.

Bologna può fermarsi un momento e godersi la grandezza di questa impresa. Perché vedere un ragazzo della propria terra arrivare così in alto produce una soddisfazione particolare. Si seguono le gare, si imparano a riconoscere la sua voce alla radio e le sue reazioni, si finisce per accompagnarlo a ogni partenza con una confidenza quasi familiare. E quando arriva il successo più importante, quella distanza fra il divano e il circuito sembra improvvisamente più piccola. Antonelli ha conquistato il mondo. Qui, però, il suo nome conserva anche il suono semplice di un ragazzo di casa.

F1 Grand Prix Of Singapore

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