Il nuovo tecnico si dimostra aziendalista, ma pure lui ha qualche esigenza: dalla cessione di Lucumi...
Bologna abbraccia il suo nuovo allenatore: guarda l'arrivo di Domenico Tedesco
Gli obiettivi e l'Europa, al Bologna serve uno scatto
Non è un caso che Tedesco, in entrambe le conferenze stampa fatte fino a qui a distanza di un mese, abbia sempre glissato sugli obiettivi. Un allenatore sa che le prime somme si tirano a fine mercato, quando è chiaro il parco giocatori a disposizione di tutte le venti squadre di A e quando si capiranno meglio i valori in campo. Inevitabilmente, a oggi, un paio di club hanno deciso di partire in maniera più aggressiva: i segnali sono chiari sul fatto che il Como sarà un problema per tutti, non solo per il Bologna, e che la Fiorentina tornerà in gioco per le posizioni più nobili. Proprio qui risiede l'urgenza e la necessità da parte dei felsinei di mandare un segnale, non tanto per un fattore di ansia quanto di strategia e ambizione, ovvero dimostrare con i fatti di voler rimanere competitivi per l'Europa. E badate bene, con Lucumi certo della cessione, Freuler che non ha rinnovato e Castro e Rowe nel mirino della Premier, il Bologna rischia di perdere tutta l'ossatura centrale della squadra dovendosi reinventare con innesti di qualità e garanzia. E' lecito, dunque, chiedere uno scatto in avanti. Tedesco ha cercato di calmare le acque ed è assolutamente pragmatico, ma anche lui sa di avere esigenze stringenti che il club dovrà soddisfare. Aziendalista sì, e può essere un pregio, ma anche esigente, per non doversi ritrovare a fare un mezzo miracolo. Il mondiale sta finendo e ora si spera possa partire anche il mercato del Bologna...
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