di Martin Shira
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Monza, Fiorentina e Atalanta: sempre a bersaglio
Nel corso della sua carriera, Palladino ha mostrato qualità interessanti, già a partire dall’esperienza al Monza. L’esordio in Serie A è arrivato dopo la promozione dalla Primavera biancorossa, quando nella stagione 2022/23 è subentrato a Giovanni Stroppa, esonerato dopo la sesta giornata. Alla sua prima esperienza alla guida di una prima squadra, ha condotto i brianzoli, al debutto nella massima serie, all’undicesimo posto in classifica, mentre l’anno successivo ha chiuso al dodicesimo. Fu poi la volta di Firenze. I toscani, reduci dalla separazione con Italiano, passato al Bologna, accolsero come suo sostituto proprio Raffaele Palladino. Il rapporto con la piazza si rivelò complesso, ma sul campo i viola chiusero la stagione con un ottimo sesto posto: il miglior piazzamento dal 2015/16, quando arrivarono quinti. Nell'era Commisso nessuno ha fatto meglio. Nonostante il risultato in campionato e la semifinale di Conference League raggiunta, l’esperienza si concluse dopo una sola stagione, con le dimissioni dell’allenatore napoletano e la successiva risoluzione consensuale del contratto. Si arriva così alla scorsa stagione, quando l’Atalanta chiamò Palladino, ancora senza squadra, per sostituire Ivan Juric dopo un inizio di campionato deludente. A Bergamo la stagione si chiuse con un settimo posto in Serie A, una semifinale di Coppa Italia e gli ottavi di Champions League, raggiunti superando il Borussia Dortmund nei playoff della fase a eliminazione diretta, prima di essere eliminati dal Bayern Monaco.
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