di Martin Shira
Bologna abbraccia il suo nuovo allenatore: guarda l'arrivo di Domenico Tedesco
Gli acquisti
Ora, però, è tempo di guardare alle entrate, per poi successivamente soffermarsi sulle analisi dovute. Tralasciando le operazioni su giovani come Caccavo o Cassa, che sono in ottica futura, l'ultimo ad arrivare è stato Mbangula. L'ex Juventus arriva come sostituto proprio di Rowe dopo una stagione in Bundesliga al Werder Brema, in cui ha giocato con costanza collezionando 26 presenze, con 3 gol e 4 assist in campionato. Proseguiamo: come sostituto di Lucumí si è visto l'ottimo ritorno di Arthur Theate che, oltre a sostituire perfettamente il colombiano, porta una forte solidità e un'ottima esperienza maturata tra Francia, con il Rennes, e Germania, con il Francoforte, dove ha persino giocato la Champions League due anni fa. Sempre in difesa è arrivato Rahim Alhassane, che nell'ultima uscita a Bergamo ha dimostrato di poter dare del filo da torcere a Miranda. Reparto difensivo che potrebbe diventare solido, dove non si vedono nette differenze rispetto alla scorsa stagione dove già Heggem e Helland avevano ricevuto spazio. Discorso, però, non applicabile al centrocampo. Dopo l'uscita del centrocampista svizzero, vero equilibratore della mediana e collante della squadra, la sua assenza non è mai stata colmata a dovere, con l'arrivo al suo posto del giovane Amondorain. L'argentino è sì un giovane di buona prospettiva, ma le sue caratteristiche lo posizionano maggiormente nel ruolo di mezzala, offrendo più quantità che qualità, caratteristica che ora manca al centrocampo rossoblù.
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