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Sempre grazie Vincenzo, ma la partita è ancora aperta…

Manuel Minguzzi
Manuel Minguzzi Caporedattore 

Se davvero Italiano andrà al Napoli gli augureremo di perdere quando incrocerà i rossoblù, ma gli diremo ugualmente grazie per quanto fatto. Riportare una coppa in bacheca dopo 51 anni vale come uno Scudetto, vale come un pezzo di storia del club e vale come un marchio indelebile negli anni. Ci ricorderemo per sempre di quel maggio 2025 e dei protagonisti che fecero l'impresa, soprattutto il mister, che era venuto qui su una panchina bollente e con l'etichetta del perdente. La riconoscenza deve essere un valore soprattutto nelle separazioni, perché significano rispetto, maturità, buon senso. Ne ho avuta per Motta, che ci ha lasciato in malo modo, ne avrò a maggior ragione per Vincenzo. Piuttosto viene da chiedersi come mai sia così difficile, al Bologna e anche in Italia, costruire cicli di lavoro lunghi, duraturi, progetti che possano andare oltre un risultato momentaneo per tracciare un futuro migliore. Insomma, in Emilia si sta bene, si mangia bene, si vive bene, ma l'ambizione sembra prevalere nelle scelte che si fanno e la piazza viene vista come propedeutica al grande salto e non come tappa di arrivo.