Bologna: voto 5. Dai e dai, della bella mela rossa e blu di qualche stagione fa è rimasto il torsolo. Lo capirebbe anche un bambino che porti per la prima volta allo stadio, che se ogni anno vendi i migliori e li sostituisci con giocatori più scarsi, la squadra peggiora. Mancano i soldi, questo è palese, ma manca anche tanto altro. Personalmente ho sempre detestato coloro che si mettono nel calcio senza i mezzi adeguati.
Guaraldi voto 3. Mi sono sempre domandato chi glielo facesse fare, e soprattutto mi sono sempre risposto che se non hai la pilla devi fare altro nella vita, che ne so il ristoratore, l'imbianchino o l'edicolante, di sicuro non il Presidente; e poi allo stadio alla domenica ci vai lo stesso, ma in curva e con la sciarpa al collo. Con tutto che oggigiorno si possono allestire squadre decorose anche senza quattrini, se hai idee, progetti e sei ben organizzato. La imposti sui giovani e poi ovvio li vendi, ma magari intanto la gente si diverte pure. E si appassiona, perché ai giovani ti appassioni sempre. Il problema è che qui manca il benché minimo progetto, si lavora sui prestiti e sui parametro zero (tristi) a cui tra l'altro vengono fatti contratti da top player
Zanzi voto 0. E quest'anno, tira tira, rischi davvero. Perdipiù se non ti rinforzi a gennaio, a fronte di investimenti delle concorrenti (vedi Sassuolo o Sampdoria), non ti salvi neanche a spinta. A meno che non succeda qualcosa. Pioli voto 5 (che diventa 4,5 per le dichiarazioni estive su innalzamento di asticella e Curci terzo portiere in Italia) non trovi la quadra, che Bianchi (voto 4) non cominci a segnare, che Diamanti (voto 7 a prescindere) non torni il Diamanti che punta dritto al mondiale. In ogni caso qualcosa è successo. Ha a che vedere con un personaggio che già tempo fa operava dietro le quinte societarie con successo. C'è bisogno di questa persona, ora più che mai. San Salvatore batti un colpo, il mercato è ora.
Juventus: voto 6,5. Media tra l'8,5 del campionato e il 4 di coppa. Ha preso Tevez (voto 6,5 idem media come sopra) per fare il salto di qualità in Europa, ma l'Apache ha fatto virgola, come gli capita da 4 anni a questa parte in Champions. Se poi vogliamo dire che anche quest'anno la coppa con le orecchie non importava, allora vale tutto. In ogni caso in campionato pare avere ancora una marcia in più, per organico, forza, gioco, esperienza e anche per tutta quella serie di cose non scritte che - tradizionalmente - alla fine aiutano.
Roma: voto 8,5. Se una società cede tre giocatori quali Marquinhos, Lamela e Osvaldo e incassa circa 95 milioni di euro e per sostituirli investe la quinta parte di questa cifra per portare a casa Benatia, Strootman e Gervinho, è giusto che sia là in alto a dominare il campionato (Sabatini voto 10). In più, mettici anche che è stato ingaggiato un allenatore (Garcia voto 8) che ha capito tutto al volo della città e dello spogliatoio, che non risulta nei primi trenta della classifica dei più pagati d'Europa, ma che in concreto è uno dei migliori dieci. Forse cinque. Tre.
Napoli: voto 6,5. Benitez era stato preso, esattamente come Tevez per la Juve, per andare avanti in Champions, perché con Mazzarri, diceva Adl, "certe partite di coppa non si vincono". Missione fallita. Ovvio che uscire a 12 punti nel girone (la Juve ne ha fatti 6, per dire...), fa incazzare anche il Vesuvio. Ma la partita da vincere (o perlomeno da non perdere in Europa) era a Dortmund. Persa. In campionato l'obiettivo prime tre pare altamente alla portata. Scalzare la Juve, a mio modesto parere, ancora no. Ma contate che io non ne azzecco una da parecchio...
Mandorlini: voto 9. Traduzione concreta dell'assunto per cui per fare buone squadre di pallone non servono necessariamente arabi che investono milioni di milioni. Applicazione pratica del concetto per cui nel calcio, come nello sport in generale, la differenza la fanno concetti quali competenza, osservatori, sacrifici, organizzazione, ma soprattutto gente del mestiere che conosce i giocatori. Alzi la mano chi avrebbe scommesso su un Toni così (voto 9,5). Verona capofila delle rivelazioni del campionato, tra cui inserisco, nelle rispettive fasce di classifica, anche la Fiorentina (Rossi voto 10), il Torino (Ventura e Cerci voto 8,5) e perché no anche il Chievo, che non si sa bene come (se ne studi la rosa), ma ogni anno riesce a fare campionati di categoria e a salvarsi.
Balotelli: voto 4 secco. Svogliato e sempre arrabbiato (con chi, poi?), a tratti indisponente. Pare aver intrapreso la strada senza ritorno dei talenti puri buttati al vento dei propri capricci. Su di lui sto con Boban, che ricorda al mondo del calcio che si sta parlando di un giocatore che ha fatto panca ovunque e che nello spogliatoio del Milan di ieri sarebbe stato preso a schiaffi. "Why always me?", domanda al prossimo il buon Mario, ma non ha ancora capito che è un quesito che dovrebbe porre innanzitutto a se stesso. Il tutto in un'annata sciagurata per il Milan, tra sconfitte, infortuni e polemiche. Quella tra Galliani e la piccola Berlusconi ha rasentato il ridicolo (voto 3). L'A.D. storico di via Turati prima alza la voce, batte i pugni e sbatte la porta, minaccia querele, poi, come niente fosse, azzera tutto e accetta addirittura la divisione dell'incarico con la figlia in carriera.
Hernanes: voto 4,5. Non è più lui. Pare davvero un altro, forse un parente lontano: a Roma sperano che il rinnovo del contratto porti suo zio a togliersi la sua maschera e a far uscire il nipote dallo sgabuzzino in cui l'ha rinchiuso.
Punte spuntate: voto 5. Amauri, Di Natale, Matri, Klose, Cristaldo, Vucinic, Belfodil, Icardi, la lista è lunga. A quest'ultimo un punto in meno per l'orrenda figura fatta nella querelle con la moglie di Maxi Lopez.
Virtus: voto 6. Dopo un'ottima partenza, ha perso colpi importanti, che per ora però non hanno scalfito l'entusiasmo di un pubblico che si è riaffacciato in maniera importante all'Unipol Arena. Tutto ciò anche grazie a iniziative fondamentali come le giornate indette per le bandiere bianconere. Dopo anni contrastati (gli ultimi soprattutto) c'è grande fame di basket in città e il fatto che questo new deal della Virtus coincida con la ripartenza sull'altra sponda pare non essere casuale. Come non casuale è che in questa fase storica a far da timoniere sulla parte bianconera ci sia una persona come Renato Villalta. La cosa che mi piace di più (da fortitudino che prova a fare il tecnico neutrale...) è il lancio di ragazzi interessanti quali Landi, Fontecchio e soprattutto Imbro', nominato addirittura capitano. Quella che invece mi convince di meno, è l'altra faccia della stessa medaglia e cioè che questa squadra sia composta nei ruoli che contano (cioè di giocatori che giocano...) praticamente solo di stranieri. Non credo che la colpa sia di Arrigoni (anzi, se chiami lui, sai che va a finire così), quanto piuttosto di un sistema di regole che prevedono l'allestimento di roster che non fanno altro che allontanare i tifosi dai palazzi e con loro gli sponsor e le tv. Oltreché indebolire la nazionale. Dicono che il basket italiano (voto 2) è in crisi. Ci credo. Chi vuoi che si appassioni a queste squadre fredde, fatte di sconosciuti che un giorno giocano con la casacca della tua squadra e tre mesi dopo l'hanno già cambiata due volte? Fate giocare i giovani italiani! Vivaio, foresteria, juniores, queste devono essere le parole chiave del risanamento della nostra pallacanestro. O c'è un'altra soluzione? Io dico 9 italiani su 12. Poi vediamo se la musica non cambia.
Fortitudo: voto 9. Anzi 10. 11, di più. Anche qui non voglio parlare di questioni tecniche, ma di altro. Per esempio, della dimostrazione di attaccamento ai colori e del senso di appartenenza dimostrato dai suoi tifosi, che seguono la loro squadra in quarta categoria in 4000 almeno, ogni santa partita. In un momento in cui la città di Bologna pare sonnecchiare, questa gente ha fatto vedere che ci si può emozionare anche senza luci della ribalta. E soprattutto ha dato una bella "lezione di vita" anche ad alcuni sotterfugi dello sport, che prevedono ad esempio le compravendite sportive come scorciatoia per lasciare debiti nell'aria come bolle di sapone. Chi sbaglia nella vita paga. Accade sul lavoro, in famiglia, con gli amici, ma nello sport no, non si paga più, perché è previsto che si possa ripartire mettendo lo sporco sotto il tappeto, andando a comprare il titolo di una squadra di un'altra città. E tutti pari. La compravendita dei diritti sportivi è un altro male del nostro sport e il popolo fortitudino vi si è opposto. Sarà lunga risalire la china, sarà un percorso duro e tortuoso, ma sarà anche molto fortitudino. E a proposito di sentieri fortitudini, vorrei citare l'uscita di un libro di racconti intitolato "Un saluto ai ragazzi" (voto 8 ). Ne parlo non tanto perché uno dei tre autori (insieme a Marrese e Governa) sono io (voto 2 alla marchetta...); non tanto perché trattasi di diciotto racconti, emozionanti, divertenti e autoironici, che parlano com'è ovvio della Fortitudo, ma anche di basket in generale e soprattutto della nostra Bologna; quanto perché i diritti d'autore sulla vendita dei volumi saranno devoluti all'acquisto di palloni da basket per le scuole bolognesi.
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