Ci sono momenti in cui il silenzio dovrebbe essere l'unica risposta, in attesa che la vita, il destino (per chi ci crede) e gli eventi facciano il loro corso. La cosa peggiore è quando, oltre all'inutilità delle parole, non si può realmente far nulla per aiutare Qualcuno a superare un momento di difficoltà. Specialmente se questo Qualcuno si chiama Bologna Football Club 1909. Che a Roma si potessedovesse perdere lo si sapeva e vale ancora il discorso fatto un mese fa all'indomani della figuraccia di Napoli: squadra al top della salute psicofisica e sulle ali dell'entusiasmo, pubblico delle grandi occasioni, rincorsa a nuovi record da aggiornare, tutte componenti che hanno già ferito un debilitato Bologna. Se un tempo Pioli era il maestro nel rovinare le altrui feste annunciate, adesso sta diventando un invitato delle stesse, di quelli che si presentano con il regalo più costoso, mangiano poco al banchetto e magari, dopo che abbandonano il luogo ludico, vengono anche etichettati come fastidiosi ‘’imbucati’’. Poche righe fa ho usato volutamente la parola ‘’debilitato’’ anziché ‘’debole’’. Senza voler scomodare l'Accademia della Crusca (su cui vi rinvio a fine articolo... ), la mia è una certezza interiore che vale quanto, appunto, una certezza interiore: niente, finché non sopraggiungeranno i fatti. Il Bologna ha dei valori importanti, forse più individuali che di squadra, giacché manca proprio l'amalgama di gruppo che era il punto forte di Pioli: è debilitato da queste sacrosante batoste ma, soprattutto, dai punti lasciati per strada quando viceversa meritava di più. E' innegabile che nel calcio la testa conti quanto, se non più, delle gambe. Basti pensare alla parabola della stessa Roma e a come certi giocatori, già presenti anche nella sciagurata stagione scorsa, quest'anno abbiano letteralmente cambiato faccia: i giallorossi (e parlano i numeri per loro) sono così belli da vedere che l'unica cosa sgradevole che ho individuato nei tragici 90 minuti di domenica sera è il dente mancante nella bocca di De Rossi. Cosa salvo invece dello spettacolo rossoblù? Semplicemente gli stoici presenti nel settore ospiti, soprattutto, e non me ne voglia nessuno, i romani de Roma, tanti, affezionati e fedeli come solo chi è forzatamente lontano dal proprio amore sa esserlo. Inutile dire che in loro, che nelle ultime due gite del Bologna nella Capitale hanno assistito alla bellezza di 11 reti avversarie, mi rivedo. E proprio a loro, a noi, voglio dedicare un pensiero: girando per il web mi è capitato addirittura di leggere qualche felsineo DOC lamentarsi di noi di fuori regione, adducendo motivazioni in stile ‘’Il Bologna ai Bolognesi’’ o ‘’Padroni a casa nostra’’. Dove l'ho già sentita questa? Chissà... Per fortuna, diciamolo subito, si tratta di una percentuale molto esigua e che non rende giustizia alla vostra vera indole accogliente e cosmopolita (anche perché corre l'anno 2013, non 1413... ). Noi di fuori regione non chiediamo una statua d'oro in piazza, nemmeno ora che potremmo sognare lo scudetto e invece ci tocca già aver paura del solito svilente spauracchio: la retrocessione. E, soprattutto, esistiamo 365 giorni all'anno, non solo nella giornata del tifoso che riempie interi settori dello stadio... E, penso di poter parlare anche a nome dei ‘’colleghi’’ romani, la nostra fierezza nel tifare Bologna diventa ancora più stentorea quando le cose vanno male. A proposito: inutile dire che non è ancora il momento di gettare la spugna e che le prossime sei partite (Hellas in primis) diranno tanto (se non tutto... ) su se siamo di fronte al solito inizio ‘’pioliano’’ o se quest'anno c'è qualcosa di più a bloccare testa, gambe e mani dei ragazzi. Io non la penso come il mister che vuole proprio far cominciare il nostro campionato da domenica prossima, tant'è vero che di ritorno dalla disastrosa trasferta di Roma ho inviato una cartolina. Indirizzo: Via Casteldebole, 10, 40132 Bologna. Testo: ‘’Guarisci in fretta, amore mio’’. Volete proprio sapere cosa ritrae l'immagine frontale? C'è Diamanti, l'ultimo ad arrendersi, anche nonostante i problemi gastrointestinali che ha avuto in settimana e che, a mo' di virus invernale, si stanno diffondendo a macchia a tutto l'ambiente e a noi tifosi, in barba alla suddetta crusca. E, oltre al faccione del capitano, campeggia una scritta, già trita e ritrita ma, per i motivi di cui sopra, quanto mai... pertinente: Veni, vidi, WC.

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