Il calcio è strano. Parto così, con una frase alla Fabio Caressa che molti di voi avranno sentito. Non c'è nulla di più banale, “hai scoperto l'acqua calda!” starete pensando. Probabilmente sì, ma è un buono spunto per ragionare su questo primo scorcio della stagione rossoblù. Se mi dovessero chiedere un aggettivo per le prime 11 gare di campionato, non esiterei a rispondere “problematiche”.

A cominciare dal travagliato inizio, ce lo ricordiamo tutti, quando il Bfc era sommerso di problemi: la squadra che arrancava e raccoglieva pochissimi punti, la difesa che faceva acqua da tutte le parti, l'attacco di una sterilità inaudita. Grane abbastanza evidenti, impossibili da nascondere. Una di queste, continuo a ripeterlo, non era però mister Pioli, che nonostante qualche sbandamento ha continuato a lavorare, ha cambiato modulo passando alla difesa a 3 e ha provato a risolvere l'intricata situazione, mentre tutti gli davano addosso e volevano la sua testa servita su un piatto d'argento. Ed in effetti qualche miglioramento si è visto nel “derby della Via Emilia” contro il Sassuolo, quando nonostante l'ennesima sconfitta la prestazione finalmente non era da buttare, anzi. Ma anche a quel punto, i dilemmi restavano tanti, troppi, da far passare in secondo piano i seppur piccoli progressi. Una settimana dopo, storia recente, è arrivata la prima vittoria stagionale contro il Livorno, a seguito di una gara farcita da cuore, orgoglio e – dopo tanto – un pizzico di fortuna. Tutto risolto? Macchè! Non bastava aver colto i 3 punti dopo tanto tempo, bisognava giocare anche bene, come se il gioco fosse la componente più importante per una squadra che lotta per la salvezza. Nemmeno il tempo di polemizzare che già si torna in campo, al Sant'Elia contro i padroni di casa del Cagliari, campo ostico per il Bologna che non riusciva a vincere in Sardegna da più di dieci anni. “Firmiamo per il pari” è il coro più frequente che accompagna la truppa rossoblù nella trasferta isolana, dove vincere non è nemmeno contemplato vista anche l'assenza per squalifica di capitan Diamanti. E invece, come per magia – ve l'ho ricordato che il calcio è strano!-, la squadra di Pioli è autrice della miglior prestazione dell'anno: 3-0 e tanti saluti a Conti e compagni, con reti di goleador improvvisati come Garics e Pazienza, oltre a capitan Kone che da trequartista/seconda punta torna a splendere. Oltre ai 3 gol fatti, i motivi per sorridere sono tanti: la squadra c'è, anche senza il faro Alino; la difesa è inviolata per la seconda giornata di fila; gente come Garics e Pazienza dimostrano di poter dare il loro contributo alla causa nonostante le critiche. Tutto bene, o almeno meglio di prima, giusto?

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Invece no. Visto che si fa fatica a trovare un problema, tocca crearlo. Ecco allora che spunta il dilemma: ma non è che il Bologna senza Diamanti gira meglio? E Kone adesso dove lo mettiamo?

Domande lecite, certo, ma non tali da sminuire i progressi di squadra – e di classifica – di un gruppo che fino a qualche giorno prima sembrava smarrito e lontano anni luce dal fondo del tunnel.

Archiviata comunque la vittoriosa trasferta in quel di Cagliari, il Bfc ha l'occasione per mettere in atto il remake del noto film “Una settimana da Dio”. Battendo l'ultimissimo Chievo, i rossoblù metterebbero in tasca 9 punti in 7 giorni, allontanandosi definitivamente e per un bel po' dai bassifondi e, allo stesso tempo, inguaiando i gialloblù di Sannino. Stavolta, rispetto al match contro il Cagliari, il discorso è completamente invertito: non si può perdere, anzi si deve stravincere. Dalla stranezza del pallone però, ne esce fuori uno 0-0 brutto brutto, con Diamanti poco ispirato e Kone che torna ad incupirsi nel ruolo di mezzala. E giù altri interrogativi e altri problemi, pur avendo messo in cascina 7 punti in 3 gare utili per portarsi, almeno momentaneamente, fuori dalla zona rossa. Problemi che, al contrario di quanto si possa pensare, aumentano ancora: oltre ai vari infortunati in difesa, domenica a Bergamo mancheranno pure Perez e Pazienza per squalifica, con Pioli che dovrà letteralmente inventarsi difesa e centrocampo. Tutto ciò mentre il rapporto tra Diamanti e Bianchi comincia a scricchiolare con una certa insistenza. La trasferta è di quelle insidiose, e in queste condizioni allungare la striscia positiva sarebbe già un bel traguardo. Senza porsi limiti però, il calcio è strano e può succedere davvero di tutto...

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