Con un lavoro di fantasia, io il Bologna di oggi me lo immagino così: come un passeggero con in mano il biglietto per il suo aereo, che tra mille imprevisti fa una gran fatica ad arrivare all’aeroporto rischiando addirittura di perdere quel volo, destinato dritto per dritto alla salvezza. Quell’aereo però sta quasi per partire e, senza esagerare, domenica potrebbe essere il termine ultimo per afferrarlo al volo e salirci su, lasciando gli altri (almeno 3 squadre) a terra.

Tanto per far capire quanto sia importante Livorno-Bologna di domani pomeriggio. Partita già di per sé fondamentale, che assume ancor più importanza dopo lo scialbo 0-0 rimediato contro il Sassuolo e per via della contemporanea sfida tra lo stesso Sassuolo e il Catania, le altre due compagini che assieme al Livorno sono dietro al Bologna e per il momento virtualmente in serie B. La classifica attuale recita Sassuolo 18, Catania 20, Livorno 21 e Bologna 23. Una ipotetica vittoria dunque al “Picchi”, con magari annesso un pareggio in quel di Reggio Emilia, permetterebbe a Perez e compagni di fare un bel balzo in avanti, scacciando almeno per qualche settimana i brutti pensieri. Poi ovvio che si dovrà fare bene (e soprattutto collezionare punti) fino alla fine della fiera, ma un bel +5 sulla zona calda a 10 giornate dalla fine non è roba da buttare visti i tempi di magra che corrono. Che poi sarebbero in realtà 6 punti, considerato il vantaggio negli scontri diretti. Detto ciò, vincere contro la squadra di Di Carlo non è assolutamente una passeggiata. I labronici sono vivi e in piena lotta, lo hanno dimostrato anche nella scorsa giornata quando sono stati capaci di mettere sotto di due reti la Samp di Mihajlovic a Genova, salvo poi subire il ribaltone anche per demeriti propri. Sotto la guida del tecnico ex Chievo hanno conquistato 8 punti in 7 giornate (uno in più del Bologna), bottino impreziosito dal pareggio interno contro il Napoli di Benitez. Perché temerli? Vi elenco 3 ragioni, che siate d’accordo oppure no: vengono da un periodo discreto di forma, e sono chiamati a vincere per continuare a correre e non rischiare di perdere ulteriori punti, per giunta davanti al proprio pubblico; a differenza del Bfc, hanno un bomber di razza che risponde al nome di Paulinho, già a quota 10 e con la fascia di capitano al braccio che lo responsabilizza ancor di più; hanno un calendario piuttosto complicato da qui alla fine, motivo in più per dare il massimo in una partita che vale praticamente doppio.

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Tornando in casa Bologna, Ballardini arriva alla sfida con qualche dubbio ed alcuni acciaccati. Se in difesa dovrebbe essere confermato l’ormai solito trio formato da Antonsson, Natali e uno tra Cherubin e Mantovani davanti a Curci, a centrocampo c’è qualche problema in più. Perez si sistemerà nel cuore della linea mediana, affiancato da Krhin e da Lazaros, che ha saltato la seduta di ieri così come Antonsson ma che dovrebbe comunque essere abile e arruolabile per domenica, mentre Ibson sarà assente per affaticamento. Sulle corsie, a sinistra dovrebbe rientrare Morleo mentre a destra è ballottaggio tra Garics e Kone, ed è questo il punto interrogativo più grosso nella testa di Ballardini. La scelta verrà effettuata a seconda del modo in cui il tecnico vorrà interpretare il match: ricadrà su Garics se si opterà per un atteggiamento almeno inizialmente più prudente, oppure su Kone per potenziare le doti offensive della squadra. Proprio Panagiotis potrebbe essere l’ago della bilancia del match e dell’intera stagione, come non lo è stato da settembre ad oggi salvo un paio di prestazioni da salvare. La certezza è che non verrà riproposto da trequartista, ruolo che predilige ma che toglie qualcosina dal punto di vista della compattezza all’intera formazione rossoblù, e sappiamo quanto questa caratteristica sia importante per mister Ballardini. In avanti invece, dopo la tremenda botta rimediata al ginocchio contro il Sassuolo, non ci sarà Bianchi che partirà dalla panchina, lasciando spazio al rientrante Cristaldo e a Robert Acquafresca, al quale si aggrappano le speranze dei tifosi rossoblù. Si sa che per un attaccante la continuità e soprattutto i gol sono come il pane per un affamato: vitali. Sbloccarsi proprio domenica sarebbe un qualcosa di straordinario per l’ex Cagliari e per tutto il Bfc, non solo per la partita in sé ma anche per il resto del campionato.

Se qualcuno a luglio, durante il ritiro di Andalo nel quale Acquafresca non giocava nemmeno le partitelle in famiglia, fosse venuto a dirmi che il Bologna avrebbe affidato la sua salvezza ai piedi dell’attaccante torinese, probabilmente gli avrei riso in faccia e me ne sarei andato. Come non avrei mai creduto ad un campionato talmente scarso che con 32-33 punti rischi di salvarti. Ma tant’è, questo è il bello (o il brutto, dipende dai punti di vista) del calcio. Resta il fatto che l’aereo destinazione salvezza sta per partire e bisogna arrivare il prima possibile in aeroporto. Che poi sia Kone, Acquafresca o qualsiasi altro a condurci lì poco importa, basta non rimanere a terra.

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