Il mio ‘’sogno’’ di trascorrere il compleanno da salva in classifica è stato realizzato: grazie Bologna. Anzi no, grazie Verona. Il leitmotiv di uno dei campionati più mediocri della storia (almeno per quanto riguarda la parte bassa della graduatoria) continua ad essere l'ormai consueta applicazione di quella che dalle mie parti viene chiamata ‘’arte dei pazzi’’: una domenica una concorrente guadagna punti sulle altre rivali e puntualmente dopo sette giorni succede la stessa cosa a protagonisti invertiti. Da un lato questo è un dato confortante che ha permesso al Bologna di arrivare (quasi) alla fine del ciclo terribile quantomeno fuori dalla zona rossa. Dall'altro ciò significa che molto probabilmente il gruppone delle pericolanti avrà un andamento simile fino a maggio, rendendo il finale di campionato non adatto ai deboli di cuore. Dicevamo del ciclo terribile. Dopo le tristemente note vicende di San Siro, il Bologna ha collezionato un'altra sconfitta da molti definita immeritata, anche se sarebbe più corretto dire che se Mantovani eo Lazaros l'avessero messa alle spalle di De Sanctis, i rossoblù non avrebbero rubato nulla. Invece, la zuccata del difensore piemontese è finita fuori di pochissimo, mentre il centrocampista greco, che nell'ultimo mese aveva disputato prove superbe togliendo anche le castagne dal fuoco (vedi Genova), s'è letteralmente mangiato il più classico dei gol immangiabili. Ciò ha consentito alla Roma di portare a casa i tre punti, sì, ma la faccia stavolta i rossoblù l'hanno salvata: non è stata la scampagnata che si vide nel match di andata, anzi, mi giungono voci dalla Capitale circa diffusi attacchi di dissenteria provati nel frangente in cui è partito il cross di Moscardelli. Voci ovviamente negate da Garcia e soci. L'importante è continuare a parlare del solito gol di Nainggolan al Bologna: uno che quando ci segna contro è garanzia matematica di sconfitta, viceversa, se ciò non accade, paradossalmente vinciamo noi 3-0. La vita è proprio strana. Come è strano che qualche giorno fa un noto quotidiano sportivo, di cui non posso fare il nome (la Gazzetta dello Sport), puntasse il dito sulla bassa media di punti per partita di Ballardini da quando siede sulla rovente panchina del Bologna. E' vero: non passerà di certo alla storia come il cambio di allenatore più redditizio, almeno nel breve termine. Ma va pur ricordato che finora ha affrontato Lazio, Napoli, Sampdoria, Udinese, Torino, Milan e appunto Roma. Tolta la malasorte delle ultime due settimane, ci possono essere dei rimpianti sulla gara di esordio che però fu preparata in poco tempo e, per ammissione dello stesso tecnico romagnolo, con l'obiettivo primario di non perdere. Oppure, ha lasciato l'amaro in bocca la sfida interna contro i friulani, macchiata però dal peso di un arbitraggio a dir poco di parte. Insomma, i veri esami infallibili per Ballardini cominceranno da domenica prossima a Verona. E' vero che i gialloblù di Mandorlini fanno paura (noi ne sappiamo qualcosa) e che stanno facendo un campionato di alto livello, specialmente tra le mura amiche, motivo per cui i pessimisti cronici stanno catalizzando la loro attenzione già sulla sfida interna contro il Sassuolo. E' altrettanto palese però che nella situazione in cui siamo non ci si può permettere il lusso di rifiutare i guanti di sfida e darsi per vinti già alla vigilia, soprattutto se consideriamo la fortuna di affrontare un Hellas privo del suo miglior bomber, Luca Toni. Sento ancora la voce del pessimista del giovedì che mi ricorda di quella volta che nell'Atalanta mancava un certo Denis e il Bologna ebbe l'abilità di far andare in gol Brivio e Livaja... Anche questo è vero. Ma erano altri tempi. Adesso il gioco s'è fatto duro e degli uomini che mancheranno agli avversari deve interessarci poco. Almeno fin quando il nostro miglior uomo ci sarà: il tifoso. Ferito, deluso, umiliato e spaventato da questo campionato maledetto, ma sempre presente. Perché il tifoso del Bologna sarà anche ormai ammalato di pessimismo cronico dettato dai recenti fatti ma il lato ‘’freak’’ che porta in grembo vive sempre, eccome. Il tifoso del Bologna rischia di scottarsi, quest'anno più che mai, ma almeno non rischia di farlo da solo. Siamo tanti e più uniti che mai. E siamo pronti ad affrontare il mese cruciale che ormai è alle porte. Le nostre rivali sono avvertite.

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P.S.: Chiedo pubblicamente venia al team di Mediaset Premium per aver pensato che avessero tagliato sul più bello ‘’Fede rossoblù’’ per mandare in onda uno spot. Salvo poi scoprire che...

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