Il Bologna esce da Marassi con un punto, dopo aver disputato una gara che per tre motivi è il sunto perfetto dell’intera stagione:
1) Non ha segnato neanche con la matita
2) I tifosi sono stati eccezionali
3) A oggi, in attesa del Sassuolo, sarebbe salvo
Vado ad argomentare.
In molti, io per primo, temevamo che gli interessi economici tra Genoa e Sassuolo ci avrebbero messo di fronte a dei grifoni con gli artigli sfoderati, pronti a reciderci la carotide e avventarsi sulla nostra carcassa. Non è stato così. Gli uomini di Gasperini sono stati infatti quello che sono stati nelle ultime cinque partite, cioè timidi passerottini saltellanti per il campo, senza troppe pretese e con la testa già ai cocktail di Formentera. Un atteggiamento, questo, che avrebbe potuto consentire al Bologna di portare a casa l’intera posta in palio, la quale altrimenti sarebbe stata un miraggio lontanissimo. Lo è rimasta comunque, purtroppo, perché nel valzer di attaccanti col senso del gol di Franco Baresi oggi è toccato prima a Bianchi e poi a Paponi gettare al vento il match point. Il dibattito dopo la performance di Acquafresca di sabato scorso, secondo me, non ha avuto un gran senso, dal momento che lo stato di forma delle punte rossoblù lo conosciamo benissimo da mesi. È tipo discutere se a basket come ala grande/centro sia meglio far giocare Giancarlo Magalli o Danny De Vito: alla fine cambia poco. Vedremo chi si sobbarcherà l’impegno col Catania domenica prossima, sperando in un miracolo della Madonna di San Luca.
Il secondo punto rischia di trasformarsi in pura retorica, visto che sono mesi che i tifosi del Bologna vengono giustamente lodati. Ma ormai sembra che, più le cose vanno peggio, più loro si sgolino per incitare il rosso e il blu. Anche ieri ce n’erano quasi un migliaio nello spicchio ospiti di Marassi, a “godersi” uno spettacolo per cui sarebbe lecito chiedere il rimborso. Una voglia irrefrenabile e uno stomaco di ferro, queste le caratteristiche fondamentali per non mollare mai, neppure adesso, quando i centimetri dal burrone sono ormai pochissimi. Anzi ora si urla più forte, si va in trasferta e si gioca come in casa. Cioè male, ma con il supporto di un gran numero di voci. E quando la partita finisce, tu, giocatore del Bologna, il minimo che puoi fare è andare a ringraziarli per esserci ancora.
Il terzo è un mero dato statistico, senza pretese, utile però a ricordarci che per la maggior parte del campionato questo Bologna ha galleggiato sopra la linea della salvezza. Sì, proprio questo, non un altro. A lungo c’è stato un cuscinetto che ci divideva dalla zona rossa, e per due giorni rivivremo questa ebbrezza. Un’ebbrezza effimera, temo, perché il Sassuolo contro i viola parte tutt’altro che spacciato. Questo solo per sottolineare ancora una volta quanto poco sarebbe bastato per evitare la retrocessione anche in questa stagione, che vanta la più scarsa lotta salvezza della storia. Bisognava impegnarsi a fondo per ridursi così, e ai piani alti hanno dato tutto per riuscirci: grazie.
Domenica arriva il Catania. Nel dubbio, arrivano dopo aver ridicolizzato, da ultimi schiantati, la seconda in classifica. Arrivano con ancora una speranza di salvarsi. Arrivano con la bava alla bocca. Giusto per semplificarci un po' la vita.
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