Il 4 marzo 1943 non può essere una data qualunque per un bolognese, è la data di nascita di uno dei figli prediletti della città di Bologna, di un grandissimo personaggio della musica italiana. Oggi è il compleanno di Lucio Dalla e noi vogliamo ricordarlo così, assegnando una frase o un titolo di una canzone di Lucio, ad alcuni momenti della stagione del Bologna, vista la sua passione per i colori rossoblu. "Era proprio così l'arrivo della sera e immaginavo, l'arrivo della sera e io pensavo, il campionato di calcio, io del Bologna s'intende..." questa frase è presa da "Agnese Dellecocomere", e può inquadrare perfettamente le aspettative dei tifosi a inizio stagione, nel precampionato, nel ritiro a Andalo. "Così voglio dire a questo bel cielo sereno che si colora d'azzurro, che sono sempre presente" invece, potrebbe essere la frase perfetta per i tifosi rossoblu, che hanno risposto "Per sempre presente", come il titolo della canzone dalla quale è tratta la frase, quando dovevano andare a Casteldebole. Erano li a incitarli, soprattutto prima della partita contro il Livorno, una gara che alla fine è risultata fondamentale per scacciare la "Malinconia di Ottobre", dopo la brutta sconfitta col Verona e la sfortunata gara col Sassuolo a Reggio Emilia. Dopo la vittoria sul Livorno, la trasferta a Cagliari, è sembrata quasi "La sera dei miracoli" per alcuni, vista la vittoria nonostante l'assenza dell'allora capitan Diamanti. Ecco, a proposito di Alino, quale frase migliore di quella contenuta ne "L'anno che verrà": "Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po', e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. Da quando sei partito c'è una grossa novità...". Già, la grossa novità è la fascia al braccio di Diego Perez, un leader silenzioso che conosce bene Bologna e il Bologna, e sta onorando l'eredità di quella fascia al meglio. Forse, più che quella frase tratta da "L'anno che verrà", questa, da "Itaca", è perfetta per l'ex capitano rossoblu: "Capitano che hai negli occhi il tuo nobile destino, pensi mai al marinaio a cui manca pane e vino..". Si, perché nella lotta per la sopravvivenza, che è la salvezza, può capitare che manchi il "pane e il vino" al marinaio, e in quei momenti è fondamentale la presenza di un capitano che risolve "con l'astuzia ogni avventura". Ma di Alino ne abbiamo ampiamente parlato, anche nei giorni scorsi e, ormai, fa parte del passato, adesso conta solo la salvezza e allora "Goodbye" Alino e buona fortuna in Cina. Fin qui, i tifosi hanno assistito "a delusioni, a grandi imprese", purtroppo più le prime che le seconde. Per quanto riguarda la prima parte del campionato si potrebbe parafrasare "Disperato Erotico Stomp" quando parla di Bologna e dice "girando ancora un poco ho incontrato uno che si era perduto". Si, perché all'inizio il giocatore che "si era perduto" è quello che porta il numero 9 sulle spalle, poi l'aria di Bergamo gli ha fatto bene, nonostante la sconfitta all'ultimo minuto, a proposito di delusioni. È tornato a segnare, proprio nello stadio che lo ha lanciato nel grande calcio, e ha realizzato goal decisivi come la doppietta contro il Napoli, e potrebbe risultare un'arma importante per la volata salvezza, assieme al suo partner d'attacco. Bianchi e Cristaldo, guidano l'attacco, e adesso più che mai servono i loro gol, come serve il miglior Konè. In tutto questo al comando c'è Ballardini, per il quale è perfetta una parte di "La strada e la stella": "forse tu sai dove si va, qual è la strada, qual è la stella, forse tu sai come si fa a prendere il volo e la felicità". Inseguiamola allora quella stella, la salvezza, la strada è quella giusta, ma i giocatori devono continuare a lottare, a mettere in campo sempre il cento per cento, a uscire dal campo con le maglie bagnate, solo così si potrà raggiungere l'obiettivo. Ma non è finita qui, perchè Lucio nelle sue canzoni è riuscito a raccontare anche il calcio di ieri come in "Tempo", quando all'inizio dice: "Sembra solo ieri che la domenica, ci si chiudeva in casa con la radio,vedevamo le partite contro il muro non allo stadio". Sempre per quanto riguarda il passato, amava l'estro e il genio di un giocatore in particolar modo, un grande campione passato sotto le due torri, quel Baggio, per il quale scrisse la canzone "Baggio Baggio". D'altronde come dargli torto, di giocarori come il "divin codino" ci si poteva solo innamorare per le magie che faceva in campo, Baggio era per Lucio "una nevicata scesa da una porta aperta nel cielo”. Due poeti uno del pallone, l'altro della musica, unici nel loro genere. E, a proposito di Lucio e di storie di calcio, vogliamo chiudere proprio con una sua canzone, che ultimamente è stata al centro dell'attenzione, a causa di accuse lanciate da persone che hanno anche affermato che i bolognesi l'hanno fischiata prima di Bologna-Napoli, mancando di rispetto alla memoria di Lucio. A loro, agli ipocriti moralisti, rispondiamo proprio con questa frase di "Caruso", perfetta per salutare e fare gli auguri al grande Lucio, a due anni dalla sua morte: "Ma sì, è la vita che finisce, ma lui non ci pensò poi tanto, anzi si sentiva felice e ricominciò il suo canto...". Auguri Lucio, continua il tuo canto, ovunque tu sia.

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