Con la recente bocciatura dell’aumento di capitale la situazione societaria si fa sempre più calda. E’ evidente che l’equilibrio trovato a fatica dopo il salvataggio era più precario di quanto noi tifosi non avessimo intuito e di quanto la società ci avesse detto.

Temo però che non sia utile cimentarsi nella formulazione degli scenari futuri, in particolare quelli che vedono ancora possibile l’entrata di un cosiddetto Cavaliere Bianco.

E’ molto più importante concentrarsi sui problemi di gioco della squadra, ben sapendo che una salvezza raggiunta con tranquillità contribuirebbe in modo sostanziale alla serenità, ma soprattutto alla lucidità, degli interventi societari.

Contro il Siena il Bologna ha mostrato tutti i suoi limiti, sia dei giocatori sia di un Pioli che stenta ancora a trovare un assetto che garantisca continuità di gioco. Sono certo di non essere il solo ad aver notato l’improvvido mutamento tattico attuato dall’allenatore nel secondo tempo contro i toscani. Con la sua decisione Pioli ha interrotto quella reazione che, seppure a fatica, avevamo cominciato a vedere dopo il gol del Siena e che ci aveva consentito di pareggiare. Mi ha sorpreso in particolare che non abbia colto la difficoltà di forma di Taider e non sia intervenuto prima sostituendolo. Con il nuovo assetto abbiamo stentato ad indovinare più di tre passaggi di fila, mettendo a nudo tutta l’inconsistenza propositiva del nostro centrocampo. Ma attenzione, se è vero che sulla capacità di creare gioco incide enormemente la qualità (in questo senso) di Perez e Taider, non si può ignorare che la scelta di utilizzare in ogni caso i due esterni Morleo e Motta. Qui, visto che non siamo riusciti a intervenire con il mercato di gennaio, va fatta una scelta: possiamo permetterci di utilizzare due esterni dalle caratteristiche offensive e rinunciare a creare gioco in mezzo al campo? Quando vedo le partite del Bologna ho spesso la sensazione che tra difesa e attacco ci sia un vuoto gigantesco. Molto spesso sia Antonsson sia Sorensen sono costretti ad impostare l’azione fino alla nostra metà campo. E altrettanto spesso, come nel caso di Motta in particolare contro il Siena, ho l’impressione che gli esterni non siano determinanti né in fase di interdizione né in quella propositiva. Dobbiamo uscire dal guado.

In occasione del gol, ho letto e ascoltato l’ennesima serie di accuse al portiere. Non c’è dubbio che nemmeno Curci sia un estremo difensore particolarmente interessante, ma credo che la difesa abbia almeno il 50% delle responsabilità. Avete notato che avevamo due uomini in marcatura sull’esterno senese che poi ha effettuato l’assist? Un raddoppio che ha consentito ugualmente un cross rispetto al quale Cherubin certamente non ha brillato per capacità di copertura e tempestività. Mentre non ho dubbi che fino ad ora Agliardi e Curci ci hanno senza dubbio fatto rimpiangere Gillet, mi chiedo se non esista anche un livello di responsabilità della difesa nelle difficoltà che affrontano i nostri portieri.

Se a Catania ci presenteremo con lo stesso assetto tattico, dubito seriamente che riusciremo a portare a casa punti. Gli uomini che abbiamo li conosciamo. Kone segna ma è un trequartista offensivo al quale difficilmente Pioli può chiedere di andare in regia. Diamanti, pur in assoluto sempre positivo, mi pare spesso altrettanto offensivo, forse troppo, vorrei vederlo un po’ più spesso in fase di impostazione. Il Catania gioca bene a pallone e gode di un’eccellente forma fisica, non credo ci darà la possibilità di sperimentare più di tanto. Il Bologna gioca male ma non può permettersi di tornare dalla Sicilia senza punti. A Pioli il compito di guadagnare equilibrio tattico e di mettere i giocatori che abbiamo nelle condizioni di dare il meglio di sé.

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