Nel cassetto di ogni tifoso giacciono dei sogni, che a rigor di logica dovrebbero comprendere vittorie di campionati, di coppe o di singole partite, oppure il vedere le gesta atletiche di grandi campioni vestire la maglia della propria squadra del cuore e guidarla a traguardi importanti.

Nel mio cassetto (e probabilmente anche in quelli di tanti appassionati rossoblu) invece, vi è il più modesto desiderio di avere uno società seria, stabile e rispettata, magari addirittura ambiziosa.

I media nazionali e locali (non a caso) quotidianamente mettono in secondo piano le gesta sul campo degli 11 rossoblu, in quanto risultano evidentemente di maggior effetto le dichiarazioni rese a turno da uno dei tanti soci, da qualche fantomatico ed improbabile acquirente ancora privo di nome e cognome o da qualche “infiltrato” che, come nel caso del maggiordomo Paolo Gabriele in Vaticano, potrebbe con le proprie rivelazioni far conoscere al pubblico cosa aleggia nelle botteghe “oscure” di Casteldebole.

A memoria non si ricordano altri casi nei quali la piazza ed i giornalisti, come nel nostro caso, chiedano continuamente conto degli aspetti gestionali, anche di quelli di carattere economico finanziario più tecnici, dei retroscena di determinate operazioni e anche delle conversazioni private tra gli appartenenti alla compagine societaria.

E' evidente che tale curiosità insistente non è priva di giustificazione.

Facendo riferimento sia al passato sia a piazze sicuramente meno importanti di Bologna, non si ricordano delle gestioni di società di serie A paragonabili a quella attuale.

Il paradosso del nostro caso è che probabilmente le figure che potrebbero rasserenare le notti dei tifosi sono stati o sono attualmente in società, ma probabilmente in un ruolo non appropriato. Il grande Gianfranco Civolani, da sempre contrario alle minestre riscaldate, sarebbe senza dubbio scettico, ma trattandosi in ogni caso di sogni a chi non piacerebbe avere una società composta da Massimo Zanetti proprietario, Alfredo Cazzola presidente e Carmine Longo direttore sportivo?

Con questi nomi ci sarebbe ampio spazio per poter serenamente parlare di calcio giocato e, talvolta, di progetti ed ambizioni.

Dimenticavo. Nell'immaginaria squadra troverebbe spazio anche l'attuale presidente. Chi non avrebbe il sorriso sulle labbra e forse anche un pizzico di soddisfazione nell'immaginare un Albano Guaraldi munito di cazzuola e di cappello di carta di giornale nel ruolo di capomastro che mette in opera la ristrutturazione di un Dall'Ara finalmente progettato senza pista per l'atletica e interamente coperto?

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