Anche questa è andata: il Bologna evidentemente non se l'è sentita di falsare il campionato e ha concesso, seppur combattendo di più (ed era il minimo da fare), i tre punti anche al Sassuolo che, nel teatro del piovoso ‘’Mapei Stadium’’, ha potuto festeggiare la sua prima storica vittoria in Serie A. Adesso il team di Pioli (ancora in sella e il perché è presto detto) giace sul fondo della classifica in solitaria ma, paradossalmente, questo è l'ultimo dei tanti problemi. Nonostante l'emorragia di risultati la salvezza è ancora più che possibile: l'alleato del Bologna, in questo momento, è il tempo, perché ce n'è ancora molto. Ma, come ogni alleato, potrebbe presto trasformarsi in un comodo giaciglio su cui cullarsi, tanto, se si dovesse perdere anche contro il Livorno poi ci sarà un'altra ‘’ultima spiaggia’’, l'ennesima, con Casteldebole che ormai sta diventando Copacabana. Purtroppo non funziona così: il momento giusto per rialzarsi è domenica, senza più nessun'altra frase in stile ‘’il nostro campionato comincia oggi’’, tanto per allungare un brodo che sa di agonia. Loro, i professionisti, in fondo possono permetterselo: Diamanti, Kone, Bianchi, Cech e compagnia bella possono permettersi di sbagliare gol già fatti perché in effetti, basta mettere in mezzo la mala sorte per autoassolversi da qualsiasi responsabilità. Però poi, la fortuna, provate a tirarla fuori quando il greco realizzerà la sua prossima rete spettacolare e il capitano la metterà nell'angolino su punizione... Vedrete che ira e sdegno scatenerete nel loro ego! Forse però l'immagine più emblematica del pomeriggio del ‘’Mapei Stadium’’ è Krhin che si gira di spalle ancor prima che Floro Flores tiri, generando poi la deviazione che, per una volta, beffa davvero Curci: per lui in quel momento era più importante proteggere le parti basse che immolarsi per una giusta causa, cioè la nostra maglia. Che poi una bella dose di iattura aleggi sui rossoblù è innegabile e basti pensare appunto alla suddetta carambola o a come non sempre nel calcio i gol siano voluti e meritati: per l'esattezza, chiedere a Gilardino e alla sua realizzazione di... guancia. La fortuna però bisogna meritarsela. Prendiamo come esempio il Sassuolo: finora le ha prese da chiunque, ha avuto la decenza e l'umiltà di capire i propri limiti, fare il minimo sindacale e arroccarsi dietro a difesa del risultato. Di fronte aveva una squadra che per mesi, inspiegabilmente, si era convinta di essere forte, di poter vincere il torneo delle seconde linee del campionato e che, cosa ancor più grave della presunzione, con il succedersi dei risultati negativi continua a mostrare quel pizzico di indolenza di chi, pur non combinando molto, si sente di non valere quanto finora raccolto. Ne siamo proprio sicuri? A me sembra chiaro che, dai vertici fino ad arrivare all'ultimo stipendiato di questa società, non ci sono elementi esenti da colpe. Guaraldi, mister ‘’51%’’, non si sta lasciando sciupare, in tutti i sensi, da questi mesi difficili, convinto che anche questa volta il a-termini-di-legge ‘’suo’’ Bologna verrà fuori da questa partenza difficile, alla faccia dei tifosi che invece spendono soldi e salute da fine agosto; Pioli, come sempre, aspetta novembre per far correre un po' i propri calciatori, non fa niente se nel frattempo diventiamo la barzelletta d'Italia; a loro volta, i protagonisti sul rettangolo verde, fanno quel che possono (almeno domenica col Sassuolo, in altre occasioni nemmeno), a fine partita magari piangono pure, come ha confessato Diamanti, ma seguo questo sport da parecchio per sapere come andrebbe a finire a maggio se le cose dovessero restare così. Le lacrime vere sarebbero solo le nostre: da parte loro vedremmo qualche cipolla tagliata, un paio di espressioni contrite in stile Barbara D'Urso e dopo una settimana su ‘’Novella 2000’’ le foto scintillanti delle vacanze nei posti più belli del mondo. Salvo poi, al ritorno dal ‘’meritato’’ riposo, ricominciare in un'altra squadra: altra conferenza stampa di presentazione, altra sciarpa al collo, altre frasi di circostanza per sedurre i nuovi tifosi. Copioni già visti. Ma nonostante tutto voglio usare ancora il condizionale. Smettere di crederci adesso sarebbe la fine. Domenica per fortuna giocheremo a casa nostra e potremo dire che la giornata amara del ‘’Sampei Stadium’’ sarà già lontana: nell'acquitrino di Reggio Emilia anche il famoso personaggio manga si sarebbe trovato a suo agio alla ricerca di strani pesci da tirare su con il suo amo, come il ‘’Pegolum fortunatum’’, ormai piaga fissa del Bologna, e il ‘’Floro Flores sincerum’’, che almeno lo ammette. Ma per il resto, caro Sampei, puoi anche tornare in Giappone: la lezione su quanto sia bello saper perdere, te lo garantisco, l'abbiamo imparata fin troppo bene...

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