Minuto numero 92: lancio di Diego Perez dalla trequarti, stop al volo a saltare l'avversario di Bianchi e destro immediato. Tutti gridano al goal ma in realtà la palla è finita sull'esterno della rete. Avesse segnato, oltre che sbloccarsi, avrebbe regalato tre punti al Bologna e la gioia agli stoici tifosi rossoblù che in un lunedì sera di pioggia e freddo non hanno fatto mancare il loro amore alla squadra. Penso che l'invenzione del “Monday night” di serie A, sia davvero una bella trovata da parte della Lega Calcio. In un periodo nel quale ci si lamenta che gli stadi sono vuoti e sempre meno gente segue le partite, mettere una gara come questa è davvero una grande idea. Ma non sono problemi nostri, concentriamoci sul Bologna. L'occasione di Bianchi è stata la più ghiotta di tutta la partita, forse assieme a quella di Sardo dopo appena 2 minuti. Per il resto il niente assoluto, una partita brutta, fallosa da parte dei veneti e senza spunti offensivi degni di nota. In molti avevamo pensato che Bologna e Chievo non si sarebbero fatte del male. Sono convinto che in pochi avrebbero però pensato di assistere ad una partita del genere, una di quelle partite che non devono essere fatte vedere ai bambini che si stanno avvicinando al mondo del pallone. Bologna e Chievo non si sono fatte male nel vero senso della parola e forse, alla fine, il risultato accontenta di più i rossoblù almeno sul piano della classifica. Ci si muove ancora, si arriva a quota 10 e ci si stacca dal mucchione delle squadre a 9 punti. E soprattutto si tiene a distanza (non siderale ma comunque ad un buon margine) il Chievo che in caso di vittoria sarebbe arrivato a ridosso dei rossoblù. Al di la della bruttezza e della noia della gara, il Bologna esce da questa partita con alcuni spunti positivi. Su tutti il fatto che si continui a non prendere goal e che l'imbattibilità della porta di Curci sia arrivata a tre partite consecutive. La difesa sta trovando una sua dimensione e ieri sera è stato bravissimo Pioli a non cadere nel tranello di cambiare il modulo nonostante non avesse a disposizione i giocatori adatti a riproporre il 3-5-2 che tanto ha ben fatto nelle ultime gare. Sarebbe potuto tornare al 4-3-2-1 schierando Antonsson e Sorensen centrali e Morleo e Garics sulle fasce. E invece no, ha arretrato Krhin sulla linea dei difensori e tenuto su quella dei centrocampisti i due esterni. E lo sloveno ha risposto alla grande: puntuale negli interventi, bravo a saltare di testa e a sfruttare il suo fisico contro gli avversari, perfetto in fase di copertura e utile anche a fare partire l'azione e giocare il pallone in avanti (anche perchè indietro, in quel ruolo, è impossibile). Ha giocato bene ed è stato decisivo ad inizio secondo tempo sradicando il pallone dai piedi di un Paloschi che solo, a porta vuota, difficilmente avrebbe potuto fallire quell'occasione. È piaciuto e sicuramente è stata una delle sue migliori prove con la maglia del Bologna in un ruolo che non è il suo (ma potrebbe diventarlo?). Come lui bene anche Cristaldo che ha giocato una partita di sacrificio, ha lottato su tutti i palloni e, anche se per ora non segna, si prodiga ed è utilissimo nell'equilibrio della squadra. E si capisce anche perchè Pioli, adesso, preferisca la sua corsa e la sua grinta alla staticità di Bianchi. Già, Bianchi: quando è entrato ci ha provato e il suo sguardo sembrava davvero volesse dire “sono arrabbiato, questa la risolvo io”. C'è andato vicino, ma non c'è riuscito. Nel caso, oggi, saremmo qui a dare il benvenuto al primo goal del nostro Rolando. Così non è andata, ma ci è mancato poco. Però non finisce la speranza che questo sia solo il preludio di qualcosa che è nell'aria e sta per arrivare...

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