Se si guarda la classifica, si può ancora dire di essere salvi, che ce ne sono tre dietro che stanno peggio, e che c'è chi ha problemi più grandi dei nostri. Poi però si guarda la realtà dei fatti, si analizza quello che è successo in questa giornata, si studia come sono arrivate le sconfitte e si arriva alla conclusione che, delle ultime 4, il Bologna è quella che deve farsi più domande e deve essere la prima a ripartire con un'altra marcia. Il Catania ha vinto; ma, oltre ad avere vinto, ha meritato, ha giocato, ha corso, ha finalizzato, e se avesse fatto 3 o 4 goal non avrebbe rubato nulla. Il Livorno ha perso contro la Fiorentina, una squadra oggettivamente più forte e che però non ha dilagato contro gli amaranto (ricordo invece di un'altra squadra, in rossoblù, che al Franchi prese 3 goal senza superare la metà campo). E poi c'è il Sassuolo, che perdendo a Genova, continua il suo momento negativo. Ecco, il Bologna può forse fare la gara con i nervoerdi per vedere chi sta peggio. Ma è una lotta all'ultimo sangue. La sconfitta del Bologna è stata frutto di un atteggiamento sbagliato, fin dal primo minuto. Ma anche di alcune prestazioni dei singoli che sono fortemente rivedibili. Non è mai piacevole fare nomi, ma la prestazione di Della Rocca e quella dei due attaccanti partiti titolari, è da brividi. Il mediano è risultato lento, facilmente marcabile, non ha contrastato, ha perso tanti palloni e non è stato capace di creare gioco. Cristaldo e Moscardelli non hanno fatto quello per il quale sono stati scelti da Pioli. Il “Churry” ha corso a vuoto, non è mai andato neanche minimamente vicino alla porta ed è stato giustamente sostituito. Il “Barba”, invece, è sembrato nervoso più del solito, ha cercato la porta da posizioni impossibili e ha preso un cartellino giallo fortemente evitabile. Meglio sicuramente Acquafresca e Bianchi quando sono entrati; meglio eh, ma non bene. Però, facciamocene una ragione. Gli attaccanti del Bologna sono questi, che piaccia o meno. E solamente degli scambi o dei prestiti potranno risollevare una situazione che appare decisamente critica. La cosa che più trovo paradossale è il modo in cui i giocatori sono scesi in campo. È mancata la fame di vittoria, e fin da subito è stato mostrato un “linguaggio del corpo” che non voleva certo dire “voglio vincere a tutti i costi”. Si sapevano già i risultati delle dirette avversarie: la Sampdoria e il Livorno avevano perso, il Chievo aveva ottenuto un pareggio e il Sassuolo avrebbe giocato a Genova in un campo complicato. Vincere, avrebbe significato arrivare a quota 18, mettere 4 punti di distanza e vivere un po' più tranquilli. E invece no, si è partiti svogliati e poco concentrati. Le 3 ammonizioni in 45 minuti sono frutto, oltre che dalla fiscalità di Orsato (non si può ammonire un giocatore dopo 40 secondi, poi per un fallo che, per quanto interrompa una ripartenza, avviene a 80 metri dalla porta), anche della frustrazione e del nervosismo di una squadra che non riesce a giocare e sembra incapace con la palla tra i piedi. Con due attaccanti non eccezionali nel gioco aereo (e contrastati da Rolin e Spolli che fanno invece del colpo di testa la loro forza), si è giocato palla alta. Con Acquafresca e Bianchi si è cominciato a girare la palla. C'è qualcosa che non quadra, c'è una chiara confusione ed una altrettanta mancanza di fiducia nei propri mezzi. A volte sembra che davvero si giochi a caso. Pioli in conferenza stampa ha detto che “serviranno rinforzi per i reparti nei quali siamo più in difficoltà”. Quali più di altri? Servirebbero dei terzini, un bomber, un mediano dai piedi buoni e che sappia impostare. Coraggio Salvatore, sei una delle poche speranze che sono rimaste per provare a risollevare questa situazione.
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