Avviso al popolo rossoblù: quanto scritto in questo articolo potrà risultare anacronistico qualora, a poco più di 24 ore dalla chiusura del calciomercato, dovessero arrivare notizie da Casteldebole. Il bello della diretta, direbbe Gianni Minà, anche se nel nostro caso di bello c'è proprio poco. In entrata tutto tace, a parte qualche nome di probabili scartine atte a rimpolpare la comoda e lunga panchina del Bologna e a dar l'idea di essersi mossi e di aver preso qualcuno (ricordate il mitico Bruno Montelongo?); in uscita, invece, i maggiori indiziati sono sempre loro, i ‘’meno peggio’’ (parlare di ‘’migliori’’ in una squadra che amoreggia da mesi con la zona retrocessione mi sembra esagerato). A maggior ragione se in possesso di una fascia da capitano sul braccio. Lo psicodramma con protagonista Diamanti sembrava finito la settimana scorsa, quando Guaraldi ha chiuso la trattativa in atto con il Guangzhou Evergrande (che per tutti, almanacchi compresi, sarà sempre e solo ‘’La squadra di Lippi’’). E lo ha fatto, appunto, in stile Guaraldi: memorabile la missiva diretta al presidente della squadra cinese, scritta in un inglese d'altri tempi che ricordava il famoso ‘’Denghiù’’ di Biscardi in un noto spot di qualche anno fa. Oltre alle sbavature grammaticali, di poco conto se non per il fatto di rinfocolare così il triste luogo comune degli italiani e la lingua della Regina come due rette parallele, è stata un'altra la cosa che è saltata agli occhi: la pubblicazione della lettera sul sito del Bologna, un po' come quando un marito che sa di essere stato molto infedele fa poi di tutto per farsi vedere dalla moglie in compagnia di amici, nell'unica volta in cui non la tradisce. Se il tradimento ci sarà anche in questo caso, ad oggi non è possibile dirlo: alla fine del calciomercato mancano ancora troppe ore per non dare ad Albano qualche malsana idea, soprattutto se, come sembra, c'è un bisogno vitale di soldi cash per saldare l'imminente scadenza degli stipendi. Intanto, tra tante chiacchiere e voci disparate, domenica si è giocato a Genova contro la Sampdoria: assenti giustificati gli squalificati Kone e Ballardini (la cui espressione blasfema pare sia stata sentita da tutti, cosa che non succede per i vari Buffon, Prandelli o Di Natale); presente, a sorpresa, il presunto partente Diamanti. E' stato proprio lui a realizzare il rigore che ha permesso di riacciuffare la squadra di casa, in vantaggio con la bestia nera Gabbiadini (sempre a segno nelle sue partite contro il Bologna!). Gran parte del merito va però dato ad Andrea Costa, un nome per noi pesante e non certo per la sua militanza in rossoblù: in settimana aveva detto di non sentirsi un ex e infatti ha giocato praticamente per il Bologna quando al novantesimo ha atterrato il ‘’temibile’’ Lazaros in area di rigore, consentendo così alla squadra allenata per l'occasione dal pittoresco Carlo Regno (una figura mitologica, metà Enrico Varriale e metà Gianni Di Marzio) di riuscire per la prima volta dal ritorno in Serie A a portare a casa punti dal ‘’Ferraris’’, sponda Samp. Ho letto troppi commenti negativi su questo pareggio: è chiaro che non è stata la miglior partita in assoluto ma lamentarsi di un pizzico di fortuna, figlia poi di un clamoroso errore di un avversario, mi sembra esagerato, soprattutto se pensiamo a quanti doni il Bologna abbia impacchettato e consegnato a domicilio alle squadre di tutt'Italia nel girone di andata. Dunque, ben vengano le rimonte in ‘’zona Ballardini’’, considerando che, soprattutto noi tifosi, siamo ancora molto in credito con questo campionato nefasto. E' altrettanto chiaro che però adesso, se si vuole davvero risalire la china, bisogna osare qualcosa in più, soprattutto nell'imminente sfida casalinga contro la claudicante Udinese: sarà un'occasione quasi irripetibile per tirarsi un po' fuori dal fango e, contemporaneamente, inguaiare una diretta concorrente, per giunta non abituata a lottare per l'obiettivo salvezza. La vera bella notizia è però che sabato sarà già finito ufficialmente il calciomercato, fonte solamente di distrazioni e delusioni in casa Bologna. Dunque, che cominci l'operazione ‘’risaliamo la China’’. Dove mi auguro che ‘’china’’ si legga come si scrive e non ‘’ciaina’’, con qualche brutta sorpresa last minute sul fronte Alino. Sono stata chiara, caro mr. Yongzhuo?

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