Il campionato del Bologna (cito) sarebbe dovuto iniziare ieri, in casa contro il Verona. Abbiamo cominciato bene, no?
La partita non c’è stata. I rossoblù hanno retto poco più di venti minuti, prima di essere travolti dalle giocate di questo Verona che ha fatto ciò che voleva. E per quanto dannatamente in forma, gli uomini di Mandorlini si sono trovati davanti quell’ormai consueta cortesia con cui il Bologna affronta le avversarie: prego, accomodatevi, fate come se foste a casa vostra. La squadra vista ieri non si salverebbe neanche con Moggi come direttore sportivo, ed è chiaro che sbagliare completamente una gara cardine come questa comporterà delle conseguenze.
La società non si è espressa in maniera chiara in difesa di Pioli, e probabilmente in queste ore la sua posizione sarà al vaglio di Guaraldi e Zanzi. Anche perché, se devi cambiare allenatore, meglio farlo adesso, viste le due settimane di pausa per le nazionali. Siamo franchi: in un’altra situazione, ieri sera l’allenatore sarebbe già stato messo all’uscio. L’ultimo esonero della storia del Bologna, quello di Bisoli, avvenne proprio in questa finestra: era il cinque ottobre 2011, e la squadra aveva totalizzato un punto in cinque partite. Quando non succede così è perché ci sono di mezzo delle ragioni sentimentali o economiche, e oggi Pioli può contare su entrambe: l’esperienza degli ultimi due anni, con partenze orribili recuperate in corso d’opera, e un contratto molto oneroso che scade nel 2015. Dubito, soprattutto per il secondo punto di cui sopra, che la dirigenza sceglierà di licenziare il mister.
Dunque, se le cose andranno come ho scritto, i cambiamenti toccheranno a Pioli. Il passaggio alla difesa a tre mi sembra obbligato, dal momento che con i quattro difensori gli avversari entrano da tutte le parti. Sarei stupito, poi, di vedere titolari Bianchi e Della Rocca alla prossima partita. La bocciatura di entrambi (cambio nel primo tempo per l’attaccante, quasi per il centrocampista) è palese, così com’è palese che i due sostituti si siano mossi meglio, Laxalt in particolare. Proprio l’uruguagio, insieme a Cristaldo, è l’unica cosa meno negativa (di positivo in sta partita non c’è stato niente) della gara contro il Verona.
Io ero e resto un pioliano convinto, non cambio di certo idea ora. Tuttavia anche l’allenatore del Bologna non è esente da colpe. In questo mese di campionato ha mostrato parecchia confusione, sia nelle scelte iniziali sia in quelle nel corso della partita, ed è ora che anche lui faccia chiarezza, prima di tutto nella sua testa.
Postilla. Sono sicuro che ieri Guaraldi ci tenesse particolarmente a vincere, non tanto per dare una sana boccata d’ossigeno alla classifica della squadra, quanto per chiudere la bocca al presidente del Verona Setti, suo ex compagno di avventure con il dente avvelenato. Mi sa che Setti continuerà a parlare, ogni volta che vorrà. Ma d’altronde, chi è causa del suo mal...
© RIPRODUZIONE RISERVATA