Un lungo weekend calcistico nell'insolito segno della Juve. Sabato pomeriggio scopro con rammarico che la Juve Stabia è stata retrocessa in Lega Pro. Cosa c'entra con il Bologna? Semplice: la Serie B è uno spettro sempre più concreto e avere i rossoblù a dieci minuti da casa sarebbe stata l'unica magrissima consolazione, un palliativo quantomeno per addolcire la pillola. E invece nemmeno quello. Poi, lunedì sera, la ciliegina sulla torta: dover ‘’tifare’’ Juventus. Volete sapere se ci sono riuscita? Ebbene, no. Ho preferito guardare il Grande Fratello, fingendo indifferenza e nonchalance anche al cospetto del parziale shock che vedeva il Sassuolo in vantaggio. Poi in TV hanno cominciato a parlare di una certa Modestina e ho spento tutto: di modesto, modestissimo, mi basta il mio Bologna. E dire che l'inizio della partita contro la Fiorentina prometteva bene: i rossoblù sembravano in palla e stranamente pericolosi in zona offensiva, poi il crollo totale dopo la rete del fenomenale Cuadrado, l'uomo più pericoloso, reso ancora più micidiale dal fatto che non giocherà questa benedetta finale di Coppa Italia. Come dire: abbiamo avuto la fortuna di avere un Cuadrado tutto concentrato su di noi. Che c... onore. Poi, vi pare che un certo Ilicic non si sarebbe unito alla festa del gol? Lui che contro il Bologna ha realizzato cinque reti in carriera, di cui tre consecutive. Senza beccarsi mai nessun epiteto sui social network, come successo nei tempi ormai remoti in cui dei nostri giocatori (Kone e Bianchi su tutti) costituivano le bestie nere di altre squadre. Ebbene, la tanto ‘’incivile’’ tifoseria rossoblù non solo non fa queste cose, ma poi applaude anche la terza perla di Cuadrado, nonostante l'accesa rivalità con la squadra a cui appartiene e il piede sempre più in Serie B. Eppure, di queste cose nessun giornalista ne ha parlato. Nessuno. Nemmeno quelli, bolognesi di nascita, che hanno la fortuna (più che il merito... ) di presenziare in famosi programmi calcistici nazionali. Gli stessi che a gennaio hanno stigmatizzato con veemenza alcune pur evitabili uscite della curva. Evitabili più che altro perché sarebbero state usate per sempre contro di noi, nonostante tutto il buono che ogni domenica, sia in casa che in trasferta, si vede. Evitabili perché il Bologna, diciamolo chiaramente, oltre a non aver santi in paradiso a livello societario, non ne ha nemmeno nei meandri dei mass media. C'è chi nei tempi in cui si lanciavano i primi SOS sulla gestione Guaraldi preferiva scrivere della barba di Moscardelli o della fidanzata di Kone. E c'è chi, infine, si stringe al capezzale del Bologna solo per dire ‘’io c'ero’’ e poi, appena sarà terminato il prevedibile funerale, scappare in lidi più comodi e... più ricchi. Quindi queste cose le evidenzio io, che non sono né giornalista, né bolognese. Ciò non per autoelogiarmi ma per farvi capire quanto contiamo, in ogni ambito. Tornando al calcio giocato, dunque è stato un weekend a vuoto nella zona bassa della classifica. Tutto è rimandato a domenica prossima, con la consapevolezza che il pericolo numero uno resta il Sassuolo: più forte, più squadra, più fortunato, perché affrontare la Fiorentina dopo la finale di Coppa Italia, qualunque sia l'esito, sarà una storia a sé. Potrebbero trovarsi al cospetto di una squadra ancora alle prese con i bagordi dei festeggiamenti o, viceversa, abbattuta per aver fallito l'obiettivo stagionale. Noi invece sfideremo un Genoa farcito di ex e, soprattutto, reduce da una settimana di lecite lamentele arbitrali. Insomma, che c..., ancora. Eppure dobbiamo crederci. Perché lo dicono i numeri della classifica, impietosi quanto volete ma ancora possibilisti. Perché lo dice il cuore. Perché questa tifoseria non merita di andare in B. E, chi mi legge spesso, sa che non è piaggeria: non ho lesinato critiche, quando le ho reputate opportune. Dunque, su coraggio, crediamoci! Anche perché, come direbbe Umberto Tozzi approfittando della data odierna... Bologna, io ti amo.

Immagine non disponibile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti