Una settimana fa eravamo qui a chiederci quali sarebbe stata la sorte di Pioli. Contemporaneamente, Guaraldi stava effettuando la telefonata più difficile della sua gestione; aveva già preso DA SOLO la decisione di esonerare il mister parmense. “Ho deciso io. Anche dopo avere consultato i miei collaboratori”: è stata una frase ripetuta almeno due volte nel corso della conferenza stampa di presentazione di Ballardini. Lo ha detto quasi per affermarsi, quasi a volere dire (a chi sostiene che questa presidenza manchi degli attributi necessari), che le decisioni importanti vengono solamente da lui. Non da Bagni, non da Zanzi, non dai giocatori o dall'allenatore. È solamente lui ad avere carta bianca. E così, via Pioli e dentro Ballardini. La realizzazione di quel matrimonio che due anni fa era saltato, ma che adesso è diventato reale. Da una parte uno sposo che, dopo lo storico rifiuto, ha finalmente ritrovato il suo amore (“sono tifoso del Bologna da sempre”, le parole di Ballardini alla prima chiacchierata con i giornalisti); dall'altra una piazza che deve dimenticare il “NO” subito due stagioni fa e i “27 mesi indimenticabili” con mister Stefano. Ma il bene del Bologna viene prima di tutto, viene prima dei discorsi fatti, viene prima del rispetto verso il vecchio coach, viene prima del giudizio di alcuni giocatori. Sabato si è vista una partita brutta, nella quale entrambe le squadre sono sembrate impaurite, sembrava che non volessero farsi male. Se per la Lazio poteva andare bene il pareggio, il Bologna avrebbe dovuto osare di più. Una misera occasione con Kone, poi poco o nulla. Si è parlato fin troppo dei fischi a fine partita. Meritati o immeritati che fossero, sono stati più uno sfogo da parte dei tifosi, che un giudizio vero e proprio sulla partita. Con Pioli non sono mai arrivati in due stagioni e mezzo, quasi per rispetto nei confronti di un allenatore, che nell'ultimo periodo si era trasformato in un “mostro sacro”. Gli veniva perdonato tutto, il giudizio positivo che la piazza si era fatta di lui rischiava di oscurare le dinamiche difficili di una stagione complicata. Anche lui aveva commesso degli errori, ma spesso si cercavano sempre altre giustificazioni e l'analisi delle scelte del mister passava in secondo piano. Personalmente sono sempre stato un fervido sostenitore di Pioli, ma con raziocinio devo ammettere che purtroppo è stato giusto così. Magari Ballardini farà peggio, ma il bisogno di dare uno scossone ad un ambiente che stava diventando sempre più triste, era necessario. Nel frattempo siamo entrati in pieno nella sessione del mercato di riparazione. Ogni giorno vengono fuori dei nomi nuovi per i rossoblù. Sarei ben contento (ma forse fino ad un certo punto) di rivedere Portanova indossare i nostri colori. Ma al Bologna, in questo momento, serve tutto tranne che un difensore centrale. È tornato fuori il nome di Gilardino, ma non vedo perchè il Genoa dovrebbe privarsi di lui. E il fatto che abbia cambiato agente, e il suo procuratore sia lo stesso di Diamanti, mi sembra un po' poco per pensare che i due possano tornare a giocare insieme. Il centro del mercato del Bologna è però Rolando Bianchi. In Italia lo vogliono molte squadre di medio-bassa classifica. Il ragazzo finora non ha reso, magari con Ballardini riuscirà a trovare la sua dimensione. Sarà il mister a prendere le decisioni chiave, sceglierà anche lui chi mandare e chi tenere. Attenzione però, perchè il mercato sembra lungo, ma non è così. E se si continua a procedere a rilento come sta accadendo adesso, l'eventualità che questa rosa rimanga immutata è più che concreta.
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