È ormai passata qualche ora dalla fine di Bologna-Parma e ancora mi girano vorticosamente le scatole per quelli che sono due punti buttati. Una vittoria anche meritata, contro un’avversaria più forte, gettata via per una mezza dormita della difesa. Ecco, in meno di un tweet, il riassunto del pareggio di ieri.
Fa rabbia perché quei due miseri punticini in più avrebbero fatto una grandissima differenza nel computo totale, in virtù di quella classifica deprimente che le ultime della classe stanno delineando ormai da mesi. Dall’alto dei tuoi trenta avresti guardato in basso e visto Livorno e Sassuolo indietro di cinque lunghezze, due squadre sull’orlo della disperazione che invece ti scrutano ancora da una distanza ragionevole. Per carità, una discreta situazione ripensando al Bologna indecente sceso in campo per tutto marzo, però ieri i rossoblù hanno sciupato la chance per dare il colpo di grazia alla lotta retrocessione. Con la quota salvezza battezzata sui trentadue punti, forse a oggi addirittura meno, te ne sarebbero serviti solamente un paio nelle cinque gare rimaste: eri, sostanzialmente, a un passo. Invece è mancata la cattiveria necessaria per abbattere del tutto un Parma volitivo ma estremamente sterile, perché di parate di Curci non se ne ricordano, e portare a casa una vittoria che ai punti ci sarebbe stata tutta. Considerati il calendario tuo e delle avversarie, difficilmente si ripeterà una congiunzione astrale altrettanto favorevole per incrementare il bottino sulle inseguitrici. E sono proprio queste le cose che poi, a fine stagione, rischiano di pesare di più.
Il Bologna è sceso in campo con la voglia di fare bene, propositivo sin dall’inizio nonostante tutti i limiti tecnici di questa squadra che conosciamo ormai (ahinoi) benissimo. E abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che, contro formazioni di livello superiore, la rosa rossoblù fornisce prestazioni quasi sempre sufficienti. Il Parma ha schierato tre attaccanti rapidi e leggeri, in grado di atterrire la nostra retroguardia ogni volta che venivano lanciati lunghi ma che in più di un’occasione si sono incartati, o non sono stati supportati a dovere. Il gol di Cherubin, il tremillesimo in Serie A nella storia della società, è arrivato nel momento migliore possibile, ovvero a un giro di lancette dell’intervallo, dopo che Kone aveva calciato sulla luna un pallone d’oro poco prima. Ah, nota polemica: la rete del difensore veneto è arrivata su quello che forse è stato l’unico calcio piazzato battuto decentemente dal Bologna, con tutti gli altri che sono stati facili prede della difesa del Parma. Per una squadra che fa una fatica bestia a segnare, non è certo un dato positivo.
Nel secondo tempo è stato ovviamente il Parma a far girare meglio la palla, grazie a dei piedi che noi ci sogniamo, ma sono state del Bologna le chance migliori per pareggiare. Su tutte quella di Cristaldo, che purtroppo si è accartocciato sull’ottimo assist di Friberg (unica cosa buona dello svedese, bulbo alla Borg a parte). E di dilapidare certe occasioni, tu, Bologna, non te lo puoi assolutamente permettere. Perché basta che a dieci minuti dalla fine il tuo terzino destro sia in ritardo di un secondo e Palladino infila il pareggio con una bella conclusione al volo.
Così adesso hai messo un punto solo in cascina, un punto per il quale nel pre-partita in tanti avrebbero firmato ma che invece ora risulta indigesto neanche fosse un abbacchio alle tre di notte.
Più cattivi, ragazzi, perché certi treni non ripassano. Più cattivi, ragazzi, perché adesso arrivano le due gare peggiori. Più cattivi, ragazzi, perché sabato prossimo, anche se è Pasqua, di fare l’agnello sacrificale a quelli là non ne ho mezza voglia.
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