Il Bologna guadagna un punto vitale in quel di San Siro, andando a un Handanovic da fare bottino pieno in una partita da infarto miocardico. Una squadra scesa in campo con la concentrazione giusta, e che finalmente ha ripagato gli indomiti tifosi che continuano a seguirla.
Ci voleva l’Inter, forse, squadra pazza per (auto) definizione, a far tornare i rossoblù ai livelli di sufficienza (e anche un po’ di più), a cui li avevamo lasciati prima di quell’incommentabile mese di marzo. Ci voleva l’Inter, sì, perché oggi abbiamo avuto l’ulteriore conferma di un dato che già avevamo nasato con sospetto: contro le squadre forti, o presunte tali, il Bologna gioca nettamente meglio rispetto che contro le dirette concorrenti. Di quest’ultima cosa ce n’eravamo accorti benissimo nelle ultime cinque partite, cinque pianti greci, ma che contro le grandi potessimo dire la nostra aveva bisogno di una conferma. Purtroppo affrontando formazioni di questo tipo il rischio grosso è che, nonostante una prestazione valida, di punti non ne porti a casa, proprio perché le altre hanno giocatori di un livello decisamente superiore al tuo.
E, infatti, pure ieri sera ci siamo andati veramente vicini. Perché al golazo di Icardi (a proposito, con quello di Estigarribia due eurogol all’incrocio in fila: facciamo basta?) la partita sembrava ormai aver preso i binari nerazzurri, soprattutto perché il miracolo mariano di aver segnato su azione era già accaduto durante il primo tempo: vuoi che ne facciamo addirittura due? Dopo quattordici (quattordici!) ore di astinenza? E invece i ragazzi di Ballardini c’hanno creduto, e complice uno splendido Rolando (no, non il nostro) il rientrante Kone ha rapinato la porta dell’Inter. Due a due, meritatissimo.
Oltre al difensore brasiliano ci ha messo parecchio del suo anche Mazzarri, voto due in ‘gestione della partita’. Alvarez in fascia sinistra ha creato delle voragini in cui pure Garics è riuscito a inserirsi, mentre Kovacic panchinaro fisso è un mistero che forse solo Giacobbo potrebbe dipanare. Oh, in ogni caso grazie. E grazie anche al Principe Milito, cinque anni dopo Torino-Genoa, che sbaglia il rigore causato dal peggiore in campo Mantovani. Qui applausi scroscianti per Curci, giocatore che da diciannove partite esatte difficilmente sbaglia un intervento: il portiere romano si sta dimostrando affidabile, e se la difesa del Bologna è la seconda peggiore del campionato la colpa non è sua.
Marzo è stato il mese peggiore della stagione del Bologna, e il pericolo che abbia segnato irrimediabilmente il campionato sappiamo essere grosso. Le ultime sei partite saranno complicatissime ma almeno, come scritto sopra, dubito vedremo ancora scendere in campo una squadra totalmente incapace di costruire anche un’azione degna di tale nome. Sarebbe un segnale importante, soprattutto perché questo Bologna ha almeno cinque gare da farsi perdonare. Nel frattempo, come da parecchio tempo a questa parte, continueremo a gufare bellamente le nostre dirette concorrenti, anche se, come in questa giornata, ci toccherà tifare per la Juve.
Oggi, comunque, respiriamo un’aria meno malsana. “C’è solo l’Inter” canta l’inno mentre lo stadio si svuota. No, ieri c’era anche il Bologna.
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