Due, tre, quattro forse cinque. Non si sa quello che ha detto Cesare Natali all'arbitro o al suo assistente (fa poca differenza, anche se l'arbitro è uno solo, i suoi “colleghi” meritano lo stesso rispetto), ma si sa quella che è stata la conseguenza del suo gesto: Bologna in 10 per tutto il secondo tempo, un cambio obbligato che ha visto l'inserimento di Mantovani quando invece si profilava l'ingresso in campo di Cristaldo e le possibilità di rimonta svanite in quei quindici minuti. Il fatto è grave. E lo diventa ancora di più quando a compiere il gesto è un giocatore esperto e che conosce il mondo del pallone come pochi in questa squadra. Pioli in conferenza stampa lo ha difeso a spada tratta dicendo “se succede che un mio giocaotre fa una cosa così sono il primo ad attaccarlo, ma allo stesso tempo dubito che proprio lui possa essere stato così offensivo”. Quello che è successo nel tunnel non lo sapremo mai, ma per quanto Peruzzo possa essere permaloso e/o scarso (perchè sì, è un arbitro scarso e non lo ha dimostrato solo ieri), non avrebbe certo cacciato un giocatore se fosse stato silenzioso e rispettoso nei suoi confronti. Le parole, ecco la chiave di questa giornata e dell'indomani. Le parole di Natali all'arbitro, le parole di supporto di Pioli nei suoi confronti, le continue parole e lamentele di Diamanti al direttore di gara che domenica hanno raggiunto l'apice ma non sono una novità, e poi le parole di accusa nei confronti di Curci che a dire di tutti ha commesso un errore, le parole di critica verso Bianchi, e chi più ne ha più ne metta. Soffermiamoci sugli ultimi due argomenti: Curci è stato colpevolizzato per il goal preso. Dire che è “innocente” sarebbe da ipocriti, ma si può affermare che non è l'unico da mettere sul banco degli imputati: si, è vero che ha smanacciato malamente un pallone, ma è anche vero che il signor D'Ambrosio (non propriamente uno specialista offensivo nonostante i due goal consecutivi) ha potuto colpire di testa indisturbato mentre Kone e Garics stavano a guardare la palla che scendeva. Nessuno a contrastarlo o ad opporsi, una leggerezza che in area piccola non può essere tollerata. E ancora prima, Darmian che va via con una facilità disarmante sulla sinistra a Cech è un po' l'emblema che tutta la difesa non era partita concentrata nei primi minuti di gara. Per quanto riguarda Bianchi, c'è poco da dire: non fa goal, è in crisi, ed è calato rispetto alle prime partite di campionato quando lottava e correva. Se si vuole spezzare una lancia a suo favore si può dire che sicuramente per un giocatore come lui, che vive di colpi di testa e di cross dal fondo, non è semplice giocare in una squadra dove lo schema offensivo privilegiato è “palla a Diamanti e speriamo che inventi”. Ma gli alibi stanno crescendo sempre di più e qui c'è bisogno di una risistemata del reparto offensivo: per vincere bisogna fare goal; 4 in 4 partite sono troppo pochi. Mercoledì arriva il Milan, forse la squadra più “abbattuta” in questo avvio di campionato. La sconfitta interna di domenica non rende merito ai rossoneri che hanno giocato una buonissima gara e senza dubbio avrebbero meritato qualcosa di più. Arriveranno qui arrabbiati e desiderosi di portare a casa i tre punti. Il Bologna gioca la sua seconda partita di fila in casa. Il brutto approccio di domenica deve essere dimenticato, Pioli deve spronare i suoi a tirare fuori il meglio e a giocare alla massima intensità, le uniche chiavi che hanno per fare risultato. I rossoblù hanno la possibilità di rifarsi subito dopo la figuraccia di domenica. L'occasione c'è, non aspettiamo troppo tempo. Via le parole, spazio ai fatti.

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