La partita contro il Siena ormai è archiviata ed è inevitabile pensare che siano stati più due punti persi che uno guadagnato. Il Bologna avrebbe potuto allungare in classifica sulla zona retrocessione, aumentando a 7 i punti di distacco. Così non è stato, ma poco male. "Quando non si riesce a vincere, l'importante è non perdere.": ecco una delle massime preferite da certi allenatori di calcio, ma sicuramente non compresa dai tifosi, soprattutto se si gioca in casa e per di più contro l'ultima in classifica. E c'è anche da dire che Pioli non è stato certo l'esempio dell'allenatore difensivista, domenica scorsa: fuori un difensore e dentro un attaccante alla fine del primo tempo e tutti all'arrembaggio, sperando di ottenere i tre punti. Ma è stata più la confusione che il resto, Gabbiadini non era al cento per cento (nessun problema, il ragazzo ha dimostrato di essere veramente capace e una brutta prestazione ci può stare), Kone è andato lentamente spegnendosi col passare dei minuti e non sono bastate le conclusioni da lontano di Diamanti.

Ma non tutto è da buttare della gara di domenica. Il "greco" non si stanca più di fare gol e trova la porta con una facilità disarmante nell'ultimo periodo. I quattro gol in campionato, belli e decisivi, e la convinzione sempre maggiore nei propri mezzi, lo stanno facendo diventare uno dei punti di forza dei rossoblù. Un altro aspetto positivo è stata la capacità della squadra di sapere reagire. La terza rimonta nelle ultime tre partite può essere letta in due modi: o la squadra parte deconcentrata e si sveglia solo quando è messa sotto, oppure ha acquisito la capacità di non mollare mai. Io sono più propenso a leggerla nella seconda chiave, anche perché sia con il Pescara che con la Roma, nonostante in svantaggio, il Bologna non era mai stato schiacciato dall'avversario. E quindi onore e merito a mister Pioli che ha magistralmente improntato questa consapevolezza nella testa dei giocatori.

Domenica si va a Catania, magari alla ricerca del quarto risultato utile consecutivo (sarebbe la prima volta in stagione). La squadra di Maran è la rivelazione del campionato, ed in classifica è subito dietro quelle che una volta venivano chiamate le "7 sorelle", con un sogno che si chiama Europa League che difficilmente potrà essere raggiunto. Fare anche un punto solo non sarebbe male, ripetere l'exploit dello scorso anno (vittoria con una magia di Ramirez) sarebbe l'ideale. E perché non crederci?

A guidare l'attacco ci sarà sempre la coppia delle meraviglie Gilardino-Diamanti. Ma quello che tutti sotto i portici si chiedono è: per quanto ancora? L' agente del capitano ha ammesso pubblicamente dell'interesse dello Zenit, che dalla sua parte può contare sui milioni che "Alino" non prende a Bologna e sul fatto di fare la Champions. Ma il ragazzo ha sempre ammesso di ambire a disputare i Mondiali del prossimo anno, e proprio su questo contano Guaraldi (anche lui, per quanto ancora?)e soci: la visibilità che andando all'estero perderebbe (Criscito, scommesse o meno, non è più nel giro della Nazionale) e il fatto di potere giocare sempre e di avere in mano le chiavi della squadra. La scelta non sarà facile, se ne parlerà sicuramente a giugno: quindi per ora godiamoci il 23 in maglia rossoblù. Sperando che nella prossima stagione quel numero sia portato sempre dalla stessa persona, magari anche con la stessa fascia di capitano al braccio.

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