"Di professione scettici seduti sui gradoni", non c'è frase migliore di quella dell'inno per inquadrare il momento dei tifosi rossoblu. La partita contro l'Udinese ha accresciuto di nuovo quello scetticismo che dopo la buona prova col Napoli e il buon punto a Genova sembrava un po' smorzato. Il valore della rosa lo conoscono tutti: sicuramente manca qualcosa e il quasi non mercato della società non ha aiutato. Friberg e Ibson sono ancora da scoprire, sperando che qualcuno non si scordi di loro. I tifosi ci sono sempre stati nei momenti neri, c'erano a Casteldebole quando si doveva caricare la squadra e sono lì tutte le partite a cantare con la pioggia o con il sole. Sono i primi che nonostante lo scetticismo non mollano mai, ma vorrebbero che anche la squadra in campo facesse lo stesso, soprattutto in partite vitali come quelle contro l'Udinese. Si potrebbe riassumere il concetto che la Curva vuol trasmettere in uno slogan usato spesso in molti stadi: "Noi con la voce voi con il cuore". In una partita in cui puoi ottenere tre punti vitali per la salvezza, per la quale tutte le partite sono fondamentali, non può essere quello l'atteggiamento di alcuni giocatori in campo. Per la salvezza bisogna lottare su ogni pallone, serve cattiveria, fuoco negli occhi e quella voglia di vincere a tutti i costi. La salvezza è una sfida di sopravvivenza: i giocatori mosci stiano a casa, quelli che tirano indietro la gamba stiano anche in panchina, in campo c'è bisogno di gente disposta a dare tutto per quei colori. Da questo punto di vista Ballardini dovrebbe lavorare anche sull'aspetto mentale, fondamentale per salvarsi, ma soprattutto dovrebbe trasmettere alla squadra la grinta e uno spirito guerriero. A tal proposito calza a pennello il discorso di Al Pacino in "Ogni maledetta Domenica", lì si trattava di football qui si parla di calcio ma l'importante è il concetto. Si potrebbe immaginare un dialogo nello spogliatoio prima della partita per caricarsi, in cui alla squadra si facesse capire che "tutto si decide oggi, ora noi o risorgiamo come squadra, o cederemo, un centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro, fino alla disfatta". Sì perché ogni partita è decisiva, e quando si lotta per la salvezza "siamo all'inferno adesso, signori miei, credetemi, e possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell'inferno, un centimetro alla volta". Dovrebbe entrare nella testa dei giocatori che "in questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta". Sì perchè nello spogliatoi "dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi. Che ci vedrete un uomo che si sacriferà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra, signori miei, perciò o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente". Questo è lo spirito che serve in ogni partita, questo è l'atteggiamento che chiede la Curva: cuore, grinta e spirito di sacrificio. Se lo meritano quei tifosi che, nonostante tutto sono sempre li, ogni maledetta domenica. "Allora che volete fare?"
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