Un po' me l'aspettavo. Onestamente come potevamo credere che Massimo Zanetti potesse acquisire una “fetta” importante del Bologna, quando il patron della Segafredo ha già programmato la sua entrata a Wall Street per ottobre? Sarebbe stata un'arma a doppio taglio per un imprenditore ricco, ma non scemo, come Zanetti, sobbarcarsi un impegno così gravoso e difficoltoso. Tanti, troppi soldi da buttare via per uno parsimonioso come lui. Però un innamorato del Bologna come lui, o come almeno aveva dichiarato Luca Baraldi, poteva dare quel piccolo “aiutino” da sette milioni che avrebbe salvato il club da una penalizzazione che purtroppo ormai è diventata realtà. La stessa storia gli si era presentata a Treviso la scorsa estate, ma anche lì i conti non tornavano, soprattutto quelli politici, dato che Zanetti si era candidato sindaco ma senza essere eletto. Risultato? I veneti sono falliti ed in questa stagione hanno disputato la Promozione, conquistando la categoria superiore ai play off, ma lo sponsor Segafredo sulle magliette è comunque rimasto... A questo punto dobbiamo salvare il salvabile, ma al timone è rimasto Guaraldi. Cosa ci dobbiamo aspettare da lui? Intanto ci ha regalato un -1 grazie al non pagamento dell'Irpef, cosa che ha fatto incavolare, e non poco, non solo i tifosi che speravano ancora in un piccolo miracolo, ma anche le nostre istituzioni provinciali che avevano proclamato anche a mezzo stampa un intervento da parte di Zanetti. Invece ci dobbiamo tenere Albanone, che continua ancora ad illudere tutti con le sue dichiarazioni rassicuranti. Noi ci siamo stancati di tribolare tutti gli anni: mai un'estate tranquilla, mai una stagione senza polemiche. Ma è possibile che in una città come Bologna non ci sia un pazzo scriteriato, anche non italiano (ormai sono rimasti in pochi quelli nostrani) che voglia investire qualche milioncino di euro in una piazza storica come la nostra. Possibile che ci dobbiamo meritare ancora Guaraldi? L'unico vantaggio che può avere Albano è uno solo: tutti i giorni non possiamo fare a meno di parlare di lui. Qualcuno diceva che “non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli”, e su questo siamo d'accordo tutti. Ma quando mai riusciremo a parlar bene di lui? Forse quando deciderà di mollare la società. O forse no, magari trova qualche socio che gli dà una mano, qualche “innamorato” del Bologna che abbia il coraggio di rischiare qualcosa per i colori rossoblù. Quello che non ha avuto il coraggio di fare Zanetti. Dato l'orario vado a prendermi una camomilla, mi sa che dei caffè per un po' non ne berrò più, poi magari mi torna la voglia...
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